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Asilo di Pavullo, il giudice libera la maestra Manuela

Asilo di Pavullo, il giudice libera la maestra Manuela

. Scarcerata dopo l’interrogatorio, dovrà solo evitare di avvicinarsi alla materna dove insegnava fino a lunedì

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PAVULLO. Aveva chiesto di essere liberata, e il giudice l’ha accontentata. Dopo 24 ore di riflessione a seguito dell’interrogatorio avvenuto in tribunale a Modena, il gip Eleonora De Marco ha deciso che non ci sia più bisogno di trattenere agli arresti domiciliari Manuela Giacomozzi, la maestra 52enne arrestata lunedì mattina all’alba per maltrattamenti aggravati ai bambini che frequentano la materna Ventre di Pavullo. Il provvedimento è stato notificato alla diretta interessata e corrisponde alle aspettative dei suoi avvocati, che avevano dato pubblica evidenza della richiesta, in un comunicato diffuso immediatamente dopo l’interrogatorio di giovedì mattina. Evidentemente, per il giudice sono venute meno le cause di un provvedimento così restrittivo, Ovvero non si ravvede più il pericolo di inquinamento delle prove, in quanto quelle - ad oggi schiaccianti - contenute nei filmati dei carabinieri e nella annessa informativa sono già in possesso del sostituto procuratore Marco Imperato, titolare delle indagini.

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Per la verità le indagini sono ancora in corso, tanto che in questi giorni sono state e saranno convocate nella caserma dei carabinieri di Pavullo parecchie persone, dai genitori dei bambini della sezione S (quella affidata alla maestra), ai genitori delle altre sezioni, dai bidelli al corpo insegnante...

Le convocazioni, per essere sentiti come persone informate dei fatti, erano appena iniziate. Ora - in ipotesi - ci può essere il rischio che queste persone possano sentirsi imbarazzate o influenzate al sapere che l’insegnante arrestata con tanto clamore sia in realtà in libertà.

Tuttavia nel provvedimento del giudice c’è un residuo importante di misura cautelare: Manuela non potrà avvicinarsi alla scuola Mariele Ventre, per un raggio di alcune centinaia di metri. Se questo sarà sufficiente, dal momento che parliamo di famiglie e bambini che abitano nello stesso paese, lo potranno dimostrare solo i fatti. Ma le rassicurazioni, il tono, la garanzia di poter presto dimostrare una diversa interpretazione dei fatti e dei filmati, oltre al fatto che l’insegnante è incensurata e non era mai emerso prima qualcosa di analogo a suo carico, devono aver convinto il magistrato.

Da ultimo, si tratta presumibilmente di un gesto conciliante, dettato dalle polemiche difensiviste sollevate in questi giorni dalla Camera penale degli avvocati. E i suoi avvocati hanno parlato e scritto di “clamore mediatico e violenze verbali” che hanno colpito la loro assistita.

Alberto Setti

LA NOTA DELLA PROCURA:

"Il Gip di Modena, su parere favorevole di questa Procura, ha concesso la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa all'insegnante indagata, revocando gli arresti domiciliari. opportuno ricordare che le misure cautelari non rappresentano un'anticipazione della pena, dovendo limitare le libert personali solo in presenza di gravi indizi e nella misura minima necessaria a tutelare le esigenze cautelari, e in questo caso i minori". E' quanto si è limitato a dire il procuratore di Modena, Lucia Musti, in merito alla notizia della revoca dei domiciliari per Manuela Giacomozzi, la maestra 52enne accusata di presunti maltrattamenti a bimbi fra 3 e 5 anni dell'asilo 'Mariele Ventre' di Pavullo nel Frignano (Modena). La donna ora non potr per avvicinarsi alla scuola.

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