«Serve maggiore sicurezza nelle sedi dei servizi sociali»
L’accesso ai servizi sociali è sempre più frequentato. La crisi ha incrementato le richieste di aiuto. E a fronte di questa situazione di difficoltà e incertezza si sono verificati anche episodi di...
L’accesso ai servizi sociali è sempre più frequentato. La crisi ha incrementato le richieste di aiuto. E a fronte di questa situazione di difficoltà e incertezza si sono verificati anche episodi di violenza a carico degli assistenti sociali. L’ultimo qualche giorno fa, dove si è reso necessario anche l’intervento delle forze dell’ordine. Il pd cittadino interviene con Antonio Carpentieri, coordinatore della segreteria cittadina: «Innanzitutto esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i dipendenti, dirigenti e all’assessore che, quotidianamente, con professionalità e cura ricevono tanti cittadini e che hanno subito intimidazioni e minacce. È indubbio che il momento socio - economico è ancora difficile e questo genera incertezze e povertà ma, in nessun caso, possono superare il limite delineato dalla Legge. Inoltre è quanto mai opportuno rendere più sicuri tutti questi uffici al fine di garantire serenità a chi ci lavora e a chi vi accede. L’amministrazione deve continuare, anche attraverso i servizi sociali, nella scelta politica che tiene insieme la solidarietà ed il rispetto delle regole. In altre parole, diritti e doveri anche per quei cittadini più bisognosi e che si rivolgono ai nostri servizi, per un aiuto concreto. Il diritto di non essere esclusi e rimanere troppo indietro deve continuare a coniugarsi con il dovere di rispettare i progetti condivisi e gli impegni presi. Scelte differenti, anche in un quadro di risorse calanti, finirebbero per paralizzare chi ha più bisogno e con fatica, ogni giorno, sentendosi parte della comunità modenese, rispetta le regole».
Gli fa eco anche Tommaso Fasano, responsabile delwelfare per il Pd in città: «Le politiche sociali livello locale da un lato devono cercare di raggiungere il massimo livello di equità sfruttando la conoscenza diretta delle situazioni e delle famiglie in difficoltà ma anche utilizzando in maniera estesa le banche dati per ottenere informazioni e controllare. D’altra parte si devono evitare prevaricazioni da parte di soggetti che ritengono di avere un diritto ma cercano di esercitarlo al di fuori dalle regole, rifiutando di sottoporsi alla prova dei mezzi. È sicuramente necessario che la platea dei beneficiari di servizi o di interventi di sostegno sia aggiornata alla situazione effettiva, comprendendo quindi anche coloro che solo negli ultimi anni si sono ritrovati in condizioni di necessità. Questa è la direzione in cui l’amministrazione si sta muovendo cercando di sfruttare tutti gli strumenti disponibili per individuare soggetti e famiglie in condizioni di necessità magari non ancora intercettate dalle politiche sociali. È uno sforzo che vede sicuramente il Comune in prima fila come titolare di politiche pubbliche in quest’ambito, questo sforzo può però andare a buon fine solo se il tessuto sociale costituito dalle associazioni, dalla cittadinanza attiva e nel complesso dal Terzo Settore collabora in maniera attiva».
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