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Caccia ai furbetti dell’Imu: devono pagare 1,7 milioni

Caccia ai furbetti dell’Imu: devono pagare 1,7 milioni

Le notifiche arriveranno a 250 utenti. Nel mirino anche 40 tra bar e ristoranti che non hanno versato la Tari. L’assessore: «Essere poveri non giustifica».

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A partire dai prossimi giorni nelle case dei carpigiani arriveranno centinaia di atti di accertamento relativi a Tari e Imu.

Il Comune tenta così di recuperare ingenti somme che mancano all’appello nelle casse municipali. Si parla di una somma che ammonta a oltre un milione e 700mila euro. Furbetti o errori? Il Comune dà la facoltà ai contribuenti di chiarire la propria posizione all’indomani della ricezione degli atti. Ma procediamo con ordine. I primi atti di accertamento, una quarantina relativi alla Tari, saranno consegnati a partire da lunedì e a fare da “portalettere” saranno gli agenti municipali. Un chiaro segno di come la questione sia di vitale importanza per il municipio.

«Si tratta - spiegano in Comune - di avvisi relativi alla tassa sui rifiuti urbani dovuta per l'anno 2014 e che saranno notificati agli esercenti (prevalentemente esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande come ad esempio bar, ristoranti, enoteche, pasticcerie...), che presentano un debito nei confronti del Comune superiore ai 1000 euro». Aimag gestirà i contatti con i contribuenti raccogliendo le eventuali richieste di chiarimento così come ogni altra segnalazione sia presso lo sportello clienti di via Don Minzoni 1/AA sia tramite il suo call center (Numero Verde 800-018405).

Poi c’è il capitolo molto sostanzioso dell’Imu: in questo caso sarà l’Ufficio Tributi del Comune a notificare ai contribuenti altri 250 avvisi di accertamento per omesso o insufficiente versamento della tassa, questa volta per un importo complessivo di oltre 1.700.000 euro: il tutto escludendo i casi relativi a fabbricati inagibili in seguito al sisma del maggio 2012.

«Dando notizia di questi accertamenti - spiega l’assessore Galantini - intendiamo sottolineare con forza come l’ente locale consideri l'evasione od elusione dei tributi come la Tari o l'Imu un comportamento da perseguire e non da prendere “sottogamba”. Chi non paga il dovuto fa venir meno risorse che poi il Comune non può investire per progetti di cui la città ha bisogno, in campo sociale e culturale ad esempio. Certo, forse c'è anche chi non ha pagato per problemi economici, ma in questi casi le strade da percorrere da parte dell'utente/contribuente sono altre e non certo quella di non pagare». (ri.fi.)

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