Gender, genitori e insegnanti contro il Pd
Né più né meno di quanto sta facendo la legge Cirinnà in parlamento, altrettanto sta provocando, in termini di reazioni e tensioni, l’ordine del giorno sul “gender” proposto da alcuni consiglieri del...
Né più né meno di quanto sta facendo la legge Cirinnà in parlamento, altrettanto sta provocando, in termini di reazioni e tensioni, l’ordine del giorno sul “gender” proposto da alcuni consiglieri del Pd. Un gruppo di insegnanti e rappresentanti ha scritto al Municipio invitando i consiglieri a non occuparsi della materia. L’ordine del giorno pone il problema della cosiddetta educazione gender nelle scuole e lamenta una propaganda in forma di volantini che paventano iniziative inesistenti, comprese lezioni gender. La lettera contro questa iniziativa consiliare è firmata da tre rappresentanti dei genitori e sei insegnanti di diverse scuole: «Rimarchiamo il principio di autonomia scolastica. Sono i consigli d’istituto, costituiti dal personale docente e non docente, dalle famiglie e dal dirigente scolastico a dover regolamentare l’attività didattica. Invitiamo pertanto il consiglio comunale ad attenersi a quanto di competenza e a non deliberare su questioni di terzi, ma anzi a invitare chiunque abbia perplessità in merito alla gestione scolastica a rivolgersi ai propri rappresentanti di istituto». Un sonoro “fatevi gli affari vostri”. «L’odg sul gender – dicono i consiglieri promotori - vuole semplicemente rafforzare quanto detto dal ministro Giannini sulle false speculazioni che hanno colpito il decreto del Governo. Abbiamo chiesto alla giunta, al consiglio comunale e al sindaco di allinearsi con quanto dichiarato dal ministro perché ci troviamo di fronte a vere proprie calunnie antiscientifiche totalmente infondate, invitando allo stesso tempo a sensibilizzare ulteriormente tutti i soggetti della scuola per garantire un clima equilibrato privo di menzogne. Apprendiamo quindi con stupore della lettera (ma i genitori degli istituti firmatari sono a conoscenza dell’invio di un tale documento al consiglio comunale? ) che rivendicano la completa autonomia formativa della scuola. Non si vuole imporre un impegno vincolante, perché riconosciamo e rispettiamo l’autonomia formativa degli Istituti». «L’invito andrebbe rivolto – commenta l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Savigni (in foto) - anche a chi ha diffuso nelle scuole volantini anonimi, con l’intento di insinuare sospetto e sfiducia, con risultato di delegittimare il consiglio di istituto».
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