Maranello, poker a soldi per il papà: blitz della polizia alla festa
Irruzione della polizia al circolo King di Maranello mentre si gioca una partita di Texas Hold'em. Il gestore: «Era un compleanno, ma siamo in regola»
MARANELLO. In programma c’era un torneo di poker speciale, organizzato per festeggiare il compleanno del papà del gestore del circolo King Club, un locale dove si pratica il Texas Hold'em, il poker sportivo che da alcuni anni spopola in rete e in televisione.
E per l’occasione la serata era piuttosto invitante: in premio, infatti, c’erano 1200 euro in contanti quando, invece, non è possibile per legge pagare le vincite in denaro. Alla porta del circolo King si sono quindi presentati gli agenti in borghese della polizia di Stato e della municipale, accompagnati da funzionari dei Monopoli di Stato provenienti da Parma, che hanno avviato un’accurata ispezione dalla quale sono emerse alcune irregolarità.
Perché oltre al premio in denaro, per cui si profila l’accusa di gioco d’azzardo, è stato accertato che nelle distributrici automatiche di bevande era in vendita anche della birra (vietata) e che in sala mancavano giochi alternativi a quelli d’azzardo come ad esempio possono essere le freccette. Sono invece in corso ulteriori accertamenti su alcune ragazze “pagate in contanti - spiega la polizia - ma senza alcun regolare contratto di lavoro”.
Complessivamente la polizia ha identificato 27 persone, 14 delle quali con precedenti di polizia. Un giocatore è stato anche accompagnato in Commissariato per accertamenti ed un altro è stato trovato senza la tessera di socio.
«Ho sbagliato - ammette il gestore - Chi segue l’attività del King Club sa che non si gioca con premi in denaro. Lo abbiamo fatto solo questa volta per festeggiare mio padre. Ma non cerco giustificazione, l’ho detto anche alla polizia. Addirittura, per confermare la mia buona fede, posso dire che appena sono arrivati ho chiesto agli agenti di fare la tessera di socio. Erano in borghese, pensavo fossero nuovi clienti. Su 250 associati solo uno non era in regola ed è stata una svista. Così come mi assumo la responsabilità per non aver provveduto ad acquistare le freccette e a mettere la birra, solo quella, nel distributore di bevande. Sugli accertamenti relativi alle ragazze sono piuttosto tranquillo: sono socie del club e vengono a fare le dealer (gli addetti alla distribuzione delle carte da gioco, ndr). Pago loro il rimborso della benzina perché ci mettono tanta passione nelle lunghe serate di gioco». (fd)
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