Gazzetta di Modena

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Tutta Pavullo piange la sua piccola Giorgia

di Daniele Monatanari
Tutta Pavullo piange la sua piccola Giorgia

L’intero paese si è fermato per dire addio alla 13enne morta a scuola I compagni di classe: «Siamo una persona sola a cui manca il tuo sorriso»

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PAVULLO. Una folla straordinaria, impossibile da contare, ha dato l’ultimo saluto ieri mattina a Pavullo a Giorgia Badiali, la 13enne scomparsa il 27 gennaio per un attacco di cuore che l’aveva colpita il giorno prima mentre era a scuola. Chiesa di San Bartolomeo gremita come non se ne ha ricordo, con tutti gli studenti della scuola media Montecuccoli che frequentava, le autorità civili (a partire dal sindaco con il gonfalone listato a lutto) e militari, le associazioni e tantissima gente comune con gli occhi lucidi. Tutto il paese insomma (tanto che si è riempito anche il piazzale), stretto attorno a quella bara bianca che trapassava il cuore, tra lacrime e abbracci. Del resto, una morte a 13 anni è una tragedia che interroga tutti, senza lasciar spazio alle parole.

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«Se le nostre risposte non ci danno una speranza e non riescono a lenire il dolore – ha detto il parroco don Roberto Montecchi in un’omelia molto intensa – ci serve una speranza superiore, che è la nostra unica salvezza. Noi non siamo qui per credere nella sua morte, ma nella sua vita in Dio perché sentiamo che la morte non può averla vinta. Giorgia ci ha lasciato il suo testamento racchiuso nei gesti d’affetto che ha condiviso nella sua breve vita: continuate a fare le cose belle che faceva, perché lei le condividerà dal cielo».

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Forte l’esortazione a stare vicini alla famiglia anche dopo che sarà passata l’onda emotiva: «Non dobbiamo voltare pagina – ha sottolineato – ma scrivere una nuova pagina che abbia la G di Giorgia come capolettera. Vigiliamo perché lei non sia un ricordo, ma una presenza. E diciamo alla famiglia che quando avvertirà tutto il peso del vuoto, noi ci saremo per aiutarla a ritrovare assieme i passi della vita».

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Il saluto finale l’hanno dato i compagni di classe della terza F, leggendo i messaggi che le hanno dedicato realizzando un cartellone: «Siamo una persona sola formata da 24 ragazzi a cui manca il tuo sorriso splendente e la tua morbida presenza - hanno scritto - 24 lacrime che restano e una parte per un viaggio senza ritorno, ma sapendo che ti avremo sempre nel cuore. Ti vogliamo bene».

«Non abbiamo voglia di pensare che non ci sei più, abbiamo tanta tristezza dentro di noi, lasciatela così a riposare nei nostri cuori. Stiamo con un dolore immenso che ci divora l’anima. Qui pensiamo tutti a te. La tua mancanza è come un buco nel cuore, Giorgia».

«Noi crediamo in te, e non ti scorderemo mai, perché tutto questo adesso parla di te. Ti vogliamo bene Gio», è stato il pensiero di altri. E ancora: «Rimarrai sempre nel nostro cuore. Ti vogliamo bene, piccola».

«Vorrei dirti che sei nei nostri occhi, nei nostri sorrisi come e più di prima. Lascia che ti portiamo nei nostri sogni».

E in mezzo a grandi lettere: «Ora sei tu il nostro angelo custode».

Ed è stato il momento del lunghissimo corteo, che ha attraversato tutto il paese passando da viale Martiri e ricongiungendosi alla via Giardini per arrivare poi al cimitero di Monteobizzo, tra lo sguardo commosso della gente che aspettava a bordo strada e dei commercianti che hanno abbassato le serrande osservando il lutto cittadino. Silenzio irreale dappertutto, sembrava davvero che il paese di Pavullo in quegli istanti fosse spento.

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