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Vince a bocce e sta male: i volontari lo rianimano

di Francesco Dondi
Vince a bocce e sta male: i volontari lo rianimano

Un 80enne perde i sensi dopo la partita del campionato sociale in via Nievo: «Abbiamo appena fatto il corso di primo intervento, è stato provvidenziale»

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Un corso di primo soccorso provvidenziale, effettuato un paio di settimane fa, ma che ha salvato la vita all’amico 80enne. E quelle conoscenze “salvavita” hanno permesso agli appassionati di bocce dell’impianto di via Nievo di soccorrere un giocatore colpito da malore. Ma quanto avvenuto a metà pomeriggio conferma la necessità di formare chi vive a stretto contatto con altri sportivi amatoriali.

Al bocciodromo si stava tenendo il campionato sociale del club locale. Sul campo di gioco l’80enne vince la sua partita e poi esce dalla corsia, ma si accascia. Sta male, da lontano alcuni presenti assistono alla scena e accorrono. Sono momenti convulsi, G.C. ha perso conoscenza, il polso è molto flebile così come il respiro. La prontezza di riflessi degli amici è encomiabile. Non perdono la testa, non si fanno cogliere dalla paura, ma si impegnano a mettere in pratica quelle conoscenze basilari che hanno appreso un paio di settimana prima, quando avevano partecipato ad un corso specializzato di primo soccorso.

C’è chi provvede subito ad effettuargli il massaggio cardiaco, mentre un altro si precipita nel vicino palazzetto dello sport dove è in dotazione un defibrillatore. Preleva l’attrezzo, lo riporta nel bocciodromo e si cerca di sollecitare la ripresa delle funzioni vitali. L’operazione dura alcuni minuti, il tempo necessario per tenerlo in vita e affidarlo alle cure dei sanitari. Perché in via Nievo arriva prima l’ambulanza e poi un’automedica che prendono in carico il paziente. Lo trattano sul posto, verificano che il cuore continui a pulsare nonostante l’80enne sia ancora incosciente. E mentre lo caricano in ambulanza c’è anche il tempo per fare i complimenti ai volontari coraggiosi e professionali.

«Quel corso è stato provvidenziale - ammette Donato Potenza, uno dei consiglieri del circolo - Lo abbiamo sostenuto qualche tempo fa. Non avremmo mai pensato di dovere applicare le tecniche apprese su un campo di gioco, ma il caso ci ha messo di fronte ad un’immediata prova sul campo. Devo fare i complimenti ai ragazzi che si sono applicati con grande attenzione. C’è stata prontezza di riflessi e organizzazione: in quei momenti convulsi non è naturale ricordarsi le manovre salvavita basilari e che il defibrillatore è in dotazione al palazzetto dello sport. Ora l’importante è che il nostro giocatore si possa riprendere, gli facciamo i nostri migliori auguri».

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