Gazzetta di Modena

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«Amore vero e figli: siamo noi qui a Carpi la prima coppia di fatto»

di Serena Arbizzi
«Amore vero e figli: siamo noi qui a Carpi la prima coppia di fatto»

Franco, centralinista all’Ausl, e Renée, dipendente Conad «Il rapporto va vissuto giorno per giorno, ma servono diritti»

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CARPI. Risultato da record per il registro delle unioni civili carpigiano: poche ore dopo l’apertura, infatti, una coppia ha deciso di iscriversi.

Mentre in altri Comuni della provincia, come a Novi, il registro è presente da anni e viene ignorato, a Carpi, il tema interessa e l’iscrizione lampo della prima coppia prova che non è argomento prerogativa dei soli omosessuali.

I primi a tagliare questo traguardo sono infatti un uomo e una donna. Si tratta di Franco Po, 52 anni, e Renée Mittini, 35. Lui è impiegato al centralino dell’ospedale Ramazzini, mentre lei lavora al Conad: Franco e Renée hanno due bimbe. Dalide di 8 anni e Dalia di 2. La coppia si è conosciuta in un’associazione di volontariato dove Franco era coordinatore, più precisamente la Croce blu di Soliera.

«Conviviamo da undici anni - spiega Franco - Il matrimonio lo abbiamo sempre messo in secondo piano. Personalmente, non ritengo sia importante: la famiglia non ha un valore solo se è scritta sulla carta. E io e Renée non ci siamo mai posti il problema se consolidare o meno con questo vincolo la nostra unione. Questo non solo perché abbiamo una certa differenza di età che, nei primi tempi del nostro rapporto, suscitava una certa perplessità, salvo poi trasformarsi in un rapporto consolidato che ora dura da diversi anni. Ma riteniamo che l’amore vada vissuto giorno dopo giorno e non necessiti della formalità del matrimonio. La legge italiana, tuttavia, prevede certi diritti che avvantaggiano le coppie sposate: ad esempio, la reversibilità per il coniuge in caso di morte, o altro ancora. Noi riteniamo, invece, che sia giusto che le coppie di fatto abbiano pari diritti delle coppie non sposate. Così, quando lunedì sera abbiamo letto che sarebbe stato aperto a Carpi il registro, martedì mattina ne abbiamo parlato e ci siamo chiesti: perché non ci andiamo? Abbiamo chiamato il Qui città, preso la prenotazione e ci hanno dato l’appuntamento. Quello del registro delle unioni civili è un tema su cui ci siamo tenuti sempre informati: un conoscente di mia moglie è gay e insieme al suo compagno si è iscritto al registro in un’altra città», conclude Franco.

Entusiasta della prima iscrizione a poche ore dall’apertura, l’assessore ai servizi demografici Cesare Galantini.

«Franco e Renée si sono iscritti il primo giorno utile - commenta Galantini - Con l’istituzione del Registro e ora con l’apertura delle iscrizioni il Comune vuole lanciare un messaggio chiaro e preciso a tutti coloro che, legati da un vincolo affettivo, fino ad oggi non avevano la possibilità di vederlo riconosciuto con un atto formale. Tutto ciò in attesa che il Parlamento legiferi su una materia così importante e delicata, un’opportunità che riconosce nuovi diritti ai cittadini. Si tratta di un bisogno reale che esiste anche nella società carpigiana: un’esigenza, quella di vedere regolamentati i diritti, che non è rivolta solo al mondo omosessuale ma alla società nella sua globalità. I Po hanno colto il valore di un istituto che dà diritti in ambito amministrativo e, anche per il Comune, rappresenta un ottimo risultato: il registro è stata una conquista per la quale abbiamo dovuto costruire regolamento e modulistica ad hoc».

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