Eva Pigliapoco: una passione chiamata scuola
A Modena dal 2003 la Pigliapoco ha creato una nuova metodologia didattica per bimbi con handicap
MODENA. Quanto è bello il mondo visto dai bambini e con i bambini. Per Eva Pigliapoco, marchigiana d'origine, dal 2003 a Modena, non ci sono dubbi su questo. Per lei insegnare è passione e lavoro insieme, fare buona scuola è un dovere e un piacere. «Sono arrivata a insegnare a Modena dopo diverse esperienze in altre città italiane e mettendo a confronto gli stili educativi che ho conosciuto in giro, posso dire che quella modenese è una scuola d'eccellenza».
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Maestra d'italiano, scienze, inglese, arte e immagine della 3°A alla scuola elementare Cittadella, Eva è un'insegnante vivace e piena di idee, autrice di libri di testo per la scuola primaria, guide didattiche e kit multimediali per l'insegnamento. «Amo questa città per le opportunità che offre, per la sua capacità di mettere insieme la gente, di includere, di realizzare le buone idee e non so se i modenesi si sono accorti di tutta questa potenzialità - sostiene la maestra con un sorriso - Nel 2005 sono state introdotte nella scuola Cittadella le prime lavagne interattive multimediali e grazie a questo supporto io ed Ivan, mio marito e collega, abbiamo ideato un progetto, inizialmente per includere una bambina sorda, per inventare nuove pratiche didattiche. La città ci ha sostenuto ed è nata una nuova metodologia didattica presentata in diversi convegni nazionali ed internazionali».
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Eva porta la bella testimonianza di un territorio, il nostro, che entra a scuola per condividere sapere ed esperienze con grande disponibilità. «Basta fare un fischio e Modena entra in classe! Dopo l'incontro con associazioni di volontariato che ci hanno portato persone speciali a parlare di disabilità, i bimbi hanno scritto a Muzzarelli per saperne di più sui parchi inclusivi e nel giro di una settimana il sindaco era già in aula ad illustrarci questo tema, promettendo che si sarebbe attivato per attrezzare i parchi modenesi in questo senso. Poco tempo dopo, al parco Ferrari sono stati messi i primi giochi inclusivi. Coincidenza? I bambini si sentono i protagonisti di questo risultato» racconta Eva.
Questo è solo uno dei tanti esempi: la giornalista Mariapia Cavani coordina il giornalino scolastico, Pino Ligabue porta in classe storie, aneddoti e curiosità modenesi, poi ci sono i genitori di alunni o ex alunni, che condividono le proprie competenze facendo lezione ai bambini, come il musicista Antonio Rigo Righetti o Stefano Piccagliani, meglio conosciuto come Picca, tutti volontariamente.
«Musica e spazio: questo il tema della lezione di alcuni giorni fa con Stefano. E tra un Bowie e un Finardi, tra suoni spaziali e sintetizzatori, si è parlato di buchi neri, pianeti, astronauti, macchine del tempo e futuro. E come sempre, in 3° A ci siamo divertiti - dice Eva che in classe ha chiamato anche la Rai, delegazioni del ministero inglese e bosniaco, un'amica insegnante danese a raccontare la Sirenetta in modo inedito - I bimbi entrando in contatto con mondi così diversi tra loro si sentono importanti e si responsabilizzano». Tanti incontri e giochi interessanti per favorire l'apprendimento in modo divertente e soprattutto stimolante: dopo aver guardato insieme il noto cartone Inside Out, Eva ha giocato con i bimbi alla tombola delle emozioni, «un percorso di educazione razionale-emotiva per ragionare sui propri stati d'animo perché le emozioni non arrivano o se ne vanno cliccando semplicemente un telecomando».
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