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’Ndrangheta all’Emiliana: è il momento delle difese

Riprende oggi nell’aula bunker della fiera di Bologna il processo con rito abbreviato ai 71 imputati di Aemilia che hanno scelto questa forma alternativa. Come si ricorderà, in settimana, la Dda ha...

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Riprende oggi nell’aula bunker della fiera di Bologna il processo con rito abbreviato ai 71 imputati di Aemilia che hanno scelto questa forma alternativa. Come si ricorderà, in settimana, la Dda ha chiesto condanne esemplari - anche a 20 anni - per i “boss”, accusati di associazione mafiosa. Condanne esemplari anche per gli accusati di concorso esterno e favoreggiamento. Condannne sono state chieste anche dalle numerose parti civili costituite, incluso il Comune di Finale che lamenta una danno complessivo di immagine ed ambientale di 2,5 milioni di euro.

Tra gli imputati c’è infatti il capo ufficio lavori pubblici, Giulio Gerrini, per cui la Dda ha chiesto 3 anni e 6 mesi. Quattro anni e mezzo sono stati chiesti per l’altra modenese imputata, la formiginese Barbara Nigro, e per gli altri quattro modenesi tra i 71 che attendono una sentenza.

Da oggi toccherà alle difese, è in programma infatti una lunga serie di udienze per le arringhe conclusive, che potrebbero protrarsi fino a fine febbraio, o anche a marzo.

In marzo poi, dal giorno 23, parte il dibattimento, per quanti (oltre 140) sono stati rinviati a giudizio senza scegliere un rito alternativo. E tra questi, è noto, ci sono tutti i componenti della famiglia Bianchini. Il dibattimento si terrà a Reggio, come ha confermato - finalmente - in settimana il Governo, che sulle prime aveva mostrato un atteggiamento indifferente ad una questione viceversa molto sentita in Emilia, specie nella stessa città di Reggio, in questi giorni al centro di scottanti questioni sul tema infiltrazioni.

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