Gazzetta di Modena

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Ragazzo investito, sequestrato il treno

di Serena Arbizzi
Ragazzo investito, sequestrato il treno

Formigine. Aperta un’inchiesta, mentre è ancora gravissimo il 15enne. La famiglia sconvolta: «Un incidente terribile»

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FORMIGINE. Verrà disposta una perizia tecnica per controllare lo stato del passaggio a livello e altre specifiche, come la velocità del treno, nel momento in cui, sabato sera, è stato travolto il ragazzino di 15 anni, studente del Corni e atleta della Fratellanza, che si trova tuttora ricoverato a Baggiovara in condizioni gravi.

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Erano quasi le 19.30 quando il giovane è passato sotto le sbarre, che, come hanno accertato le prime indagini, erano regolarmente abbassate, in via Landi, una perpendicolare di via Giardini, per raggiungere casa di un amico dove si trovava una compagnia di coetanei. Il 15enne stava ascoltando musica attraverso un modello di cuffie grandi quando, improvvisamente il treno della ferrovia Modena Sassuolo, il cosiddetto Gigetto, l’ha urtato violentemente.

E ora la polizia municipale di Formigine ha redatto un’informativa che oggi verrà consegnata al magistrato. Non solo: verrà disposta la perizia tecnica sulla “scatola nera” del treno. Ciò significa che verranno analizzate tutte le apparecchiature necessarie a verificare la velocità del treno al momento dell’impatto, a controllare se le sbarre fossero effettivamente abbassate, come già peraltro constatato, dato che, nel caso fossero alzate, il macchinista riceve un avviso elettronico prima del passaggio in quel tratto.

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In vista degli accertamenti, il treno è sotto sequestro per consentire lo svolgimento delle attività di indagine. Attualmente, non ci sono indagati, almeno formalmente: ce ne saranno, probabilmente, una volta terminate le verifiche.

Da Tper, cui fa capo il treno che percorre i binari della Modena/Sassuolo, vengono manifestati vicinanza alla famiglia del giovane, ed espressi “grande dispiacere e rammarico” per l’accaduto. E la famiglia del 15enne veglia, distrutta dal dolore, il giovane al capezzale del suo letto, in terapia intensiva a Baggiovara. Il padre, campione di pesi medi e massimi di pugilato, e la madre, la cui attività è apprezzata negli ambienti della parrocchia, sono assistiti dalla zia del giovane, Morena, molto nota in provincia, e da una quarantina, tra parenti e amici che una volta saputo sono accorsi all’ospedale.

«Deve farcela e siamo qui per questo, perché facciamo il tifo per lui – dice la zia – qui è un continuo via vai di gente arrivata anche da Pavullo, dove la nostra famiglia è conosciuta. In tanti ci dimostrano affetto in questa circostanza così difficile. Siamo gente buona. Mio fratello è devastato dal dolore, la sua ex moglie è una bravissima persona anche lei, molto legata alla parrocchia. Lui doveva passare la serata a casa di amici, poi non ha sentito il treno che arrivava… forse perché il punto era nascosto. È stato un terribile incidente di cui non ha colpa nessuno, né mio nipote, né il macchinista».

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