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Modena, picchia cliente e le toglie porta e inferriate

Modena, picchia cliente e le toglie porta e inferriate

Condannato in Tribunale a Modena fabbro col figlio: fanno irruzione in casa di una cliente insolvente e riprendono la “merce”

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MODENA. La cliente non saldava il conto da settecento euro e così i due fabbri, padre e figlio, hanno fatto irruzione nella casa della signora modenese aprendo al porta a spalate, le hanno dato un pugno, l'hanno gettata a terra e si sono ripresi le inferriate montate portandole via. La donna, ferita, ha dovuto richiamarli poco dopo e farsi rimontare le inferriate e aggiustare la porta rimontare prima di denunciarli.

Per questa vicenda, accaduta esattamente quattro anni fa a Modena, i due fabbri modenesi, il padre di 55 anni e il figlio di 30 anni, sono stati condannati rispettivamente a sette e otto mesi di carcere. Dovranno anche pagare una provvisionale di mille euro alla parte civile (rappresentata dall'avvocato Silvia Silvestri), in vista di un risarcimento in sede civile.

Contro di loro i capi di accusa erano di violazione di domicilio, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni personali aggravate.

La bravata è dunque costata cara e a nulla sono servite le buone ragioni iniziali dato che è stata esercitata violenza per farle valere. Il fabbro padre non è nuovo a questi comportamenti a dir poco rudi: recentemente è stato processato presso un altro giudice per aver minacciato di morte un cliente che si lamentava di un lavoro malfatto.

Questo caso nasce per un lavoro invece terminato e non completamente pagato. I settecento euro che la cliente doveva riguardavano inferriate montate alle finestre di un appartamento in via Leonardo Da Vinci. Siccome la cliente, una 40enne modenese, tardava a pagare, il fabbro, che è anche venditore si serramenti, ha perso la pazienza ed è passato alle maniere forti. Così un sabato pomeriggio è andato a casa della donna insieme con il figlio e un operaio non identificato. Hanno aperto la porta a spallate scatenando il terrore nella donna. Questa li ha affrontati cercando di impedire di farli entrare in casa sua, ma uno dei tre le ha sferrato un pugno e l'ha gettata a terra. Poi il team si è messo all'opera e ha smontato le inferriate portandole via. La donna si è ripresa dallo choc e, siccome era sabato e nessun altro fabbro poteva intervenire, ha persino dovuto richiamare il fabbro che l'aveva appena aggredita, pagarlo e farsi rimontare inferriate e porta, altrimenti la sua abitazione restava senza protezione per tutto il fine settimana.

Dalla successiva denuncia è nata un'indagine che è terminata con il processo davanti al giudice che ieri ha condannato padre e figlio rispettivamente a sette e a otto mesi carcere con pena sospesa.

Carlo Gregori

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