Palermo, precipita nel vuoto. Muore ragazza di Nonantola
Cecilia Serafini 25 anni, caduta da scogliera di 30 metri mentre stava scattando alcune foto. Le amiche danno l’allarme, salma recuperata dopo ore di ricerche
NONANTOLA. Si è avventurata troppo avanti nella scogliera per fotografare nel migliore modo possibile uno dei più bei paesaggi italiani ed è precipitata nel vuoto per trenta metri. Non tornando indietro al punto convenuto, le amiche si sono accorte che era accaduto qualcosa di grave e hanno avvisato le autorità. Solo a notte fonda il corpo della 25enne di Nonantola è stato recuperato e portato all’Istituto di medicina legale.
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È stato un incidente casuale a troncare nel modo più tremendo una bella vacanza in Sicilia per Cecilia Serafini, 25 anni di Nonantola, e di due sue amiche: la modenese Valeria Commiso e una loro conoscente palermitana.
Secondo quanto si è ricostruito, tutto avviene dopo le 17.30 di domenica. Cecilia e le due amiche sono in giro da tutta la giornata dentro la riserva naturale di Capo Gallo, uno sperone di scogliera vicino a Modello, che arriva fino a trenta metri di altezza. Le ragazze non sono alle prime armi in queste escursioni, anzi: conoscono la Sicilia e probabilmente anche questa zona alla quale arrivano dopo alcune tappe in altri luoghi di mare.
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A quell’ora comincia a fare buio. Le tre amiche discutono. Cecilia spiega che vuole continuare a esplorare quel posto meraviglioso e fare altre foto, dato che la giornata è perfetta.
Valeria e l’altra amica dicono che non hanno voglia di seguirla, sono stanche: vogliono tornare indietro. Decidono così di darsi appuntamento all’ingresso del parco per poi tornare a Mondello per la serata. Ma dopo una lunga attesa, quando ormai è buio e fa tardi, Cecilia non arriva ancora. Valeria e l’altra amica si preoccupano. Incontrano due ragazzi del posto e chiedono aiuto. Tutti e quattro tornano dentro la riserva naturale e iniziano a cercare Cecilia chiamandola e guardando dove è possibile, ma di lei non c’è traccia.
Per questo motivo, solo alle 21.30, quando i cellulari sono ormai scarichi nel vano tentativo di contattarla, tornano tutti a Mondello e vanno alla polizia. Scattano i soccorsi.
La polizia avverte i vigili del fuoco e la capitaneria di Porto di Palermo. Per ore e ore viene battuta tutta la zona del promontorio di Capo Gallo e anche l’area della Grotta dell’Olio. Si inizia a pensare al peggio. E solo dopo le 2.30, quando sono già in mare i sommozzatori dei vigili del fuoco, finalmente si nota il corpo su una spiaggetta inaccessibile a piedi di Mezza Luna. Con un gommone, Cecilia viene recuperata priva di vita e portata al porto di Palermo.
Lì li attendono la polizia e il medico legale in contatto con il magistrato di turno in Procura. Dopo una visita sommaria, il corpo viene portato alla Medicina legale di Palermo. Sarà sottoposto ad autopsia, come disposto dal magistrato, per eliminare ogni residuo di dubbio. Perché pare certo che la tragedia sia stata causata da un incidente del tutto accidentale. Cecilia sarebbe caduta nel vuoto per una trentina di metri mentre cercava di fotografare il panorama. Questa è la spiegazione per ora più plausibile dell’accaduto, avvalorata dal ritrovamento sul suo cellulare di fotografie effettivamente scattate in quel punto poco prima della caduta nel baratro, quando seguiva da sola il sentiero. Valeria e l’amica palermitana sono state ascoltate dalla polizia. Le due ragazze sono sotto choc per l’accaduto.
Intanto i genitori di Cecilia stanno raggiungendo Palermo. Sono partiti da Nonantola questa mattina preso alla volta del capoluogo siciliano.
Fino a ieri mattina per loro Cecilia era in vacanza in Sicilia, una terra che amava molto, intenta a percorrere la costa con le amiche in una sorta di tour.
La Procura ha intenzione di proseguire l’indagine fino in fondo, per verificare l’ipotesi dell’incidente: le indagini saranno condotte dalla polizia.
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