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Quella scout sempre allegra dal sorriso contagioso

Quella scout sempre allegra dal sorriso contagioso

Incredulità e sgomento a Nonantola. La comunità ieri sera riunita alla Pieve si stringe a papà Claudio e mamma Rossella

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NONANTOLA. Una comunità sconvolta, incredula, in cerca di conforto ad un dolore così grave ed improvviso che ha colpito i Serafini, famiglia stimata e conosciuta di La Grande. C’era un po’ questo ieri sera, dentro e fuori la Pieve di Nonantola, dove alle 21 in una chiesa gremitissima è stato recitato il rosario, per ricordare Cecilia, scout da tanti anni, una delle più esperte, delle più amate dai ragazzi per quel suo spirito gioviale, per la voglia di avventura, la capacità ad adattarsi, la passione per la fotografia, gli animali, la natura.

Alla cerimonia ha partecipato la madre Rossella, accanto a lei il sindaco di Nonantola e i tanti colleghi di lavoro. Hanno pregato e pianto, stringendosi idealmente alla mamma, al papà e al fratello Riccardo, studente universitario ed interprete di quella che è una passione di famiglia, la pallamano.

La notizia della tragedia era arrivata in mattinata a Nonantola, quando i carabinieri hanno rintracciato il padre Claudio, insegnante di educazione fisica al Liceo Fanti di Carpi. Claudio, uno dei più esperti nella sua professione, ieri avrebbe dovuto tenere una lezione per i colleghi a Modena. In un attimo, per quanta delicatezza i carabinieri potessero metterci, si è ritrovato in un incubo. Ha deciso con i carabinieri di raggiungere in municipio a Bomporto la moglie Rossella Borghi, segretaria presso l’ufficio tecnico di quel Comune, per darle, come fosse possibile, la notizia che ogni genitore non vorrebbe mai sentire. Parole di conforto in giornata sono state espresse anche dal sindaco di Bomporto, Alberto Borghi.

Claudio e sua moglie Rossella sono partiti per la Sicilia, dove li attendono altri momenti terribili. Appena possibile, torneranno a Nonantola con il loro angelo, questa ragazza che gli amici ieri descrivono come speciale, coraggiosa, libera. “Non dimenticherò mai la tua allegria super contagiosa...”, le ha scritto una amica di infanzia, di scuola e di scoutismo.

“Bastava guardarti gli occhi per ritrovarci il mare”, la descrive un’altra amica.

«Non è mai facile parlare in momenti come questi – ammette Sara, coetanea modenese e cresciuta insieme a Cecilia - ma ci tengo a farlo perché vorrei venisse ricordata per la grande voglia di vivere che aveva, per la sua solarità. La “Ceci” era davvero così: sempre allegra e con il sorriso sulle labbra. Si trovava in Sicilia da alcuni amici, e mi aveva detto che se avesse trovato un lavoro sarebbe rimasta. Era uno “spirito libero”, e l’unica consolazione, seppur amara, è sapere che se n’è andata seguendo una sua grande passione: fare foto. L’avevo sentita due giorni fa, mi aveva mandato qualche scatto davvero notevole. E solo due settimane fa eravamo a ballare insieme. Mi sembra incredibile pensare che non la rivedrò più».

Tra gli altri Alex, 26enne di Nonantola, con lei ha condiviso una vita intera: «Ho perso davvero un’amica - racconta incredulo - La conoscevo fin da quando a 5 anni eravamo negli scout insieme. Aveva lavorato da McDonald’s e come cameriera in una pizzeria, ma amava viaggiare e aveva deciso di andare a Palermo proprio per cercare nuove opportunità».

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