Gazzetta di Modena

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S. Agostino, non piace il “blitz” sul progetto

M5S, Italia Nostra e “Amici” dubbiosi sulla variante del piano regolatore scelta per avere l’ok dal Tar

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«Il sindaco venga al più presto a riferire in consiglio comunale. Chiediamo l'avvio di un piano strategico culturale». Non sono passati che pochi giorni dall'illustrazione a Modena della variante per rilanciare il mega polo culturale del Sant'Agostino, presentata dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Paolo Cavicchioli, ma la batteria dei 'critici' è già schierata. Dopo il riavvio del procedimento d'intesa col ministero dei beni culturali, tramite un accordo che finalmente regga di fronte al Tar, è il M5s (già autore di un esposto in procura) a scuotere subito la testa. Ma anche associazioni come "Amici del Sant'Agostino" e "Italia Nostra" si confermano perplesse, parlando già di "anomalie". Allo stesso tempo, in comune si respingono le critiche al mittente sventolando, in particolare, le ultime relazioni a tema del sindaco in consiglio.

«Lo schema utilizzato dal sindaco- punge intanto il M5s in una nota- è sempre il solito: utilizzare le conferenze stampa per ratificare progetti decisi altrove, come avvenuto sabato in occasione dell'incontro per presentare la variante dell'ex Sant'Agostino avvenuta senza informare la cittadinanza e con una delibera di giunta pubblicata venerdì 5 con immediata esecutività». Questo "grave modo di fare e amministrare" rivela «la completa assenza di un progetto condiviso sulla cultura modenese, insieme a un deficit democratico su varie questioni», accusano i grillini. Che rimarcano: «l'amministrazione cala dall'alto i suoi disegni culturali alla città, come già si è avuto modo di vedere in occasione dello sfratto della palazzina Vigarani con le relative dimissioni dell'ex direttore Pierini e della mostra flop al Mata da 600mila euro».

Ora, dunque, «il sindaco percorre la strada unilaterale dell'istituzione del polo dell'immagine, e crea tutte le condizioni per far lavorare le cooperative di costruzione attraverso i progetti di riqualificazione: perchè- si chiedono i 5 stelle- Muzzarelli non vuole dialogare con la città? Cosa glielo impedisce? Perchè Muzzarelli sulla nomina del direttore della Galleria Civica aspetta luglio 2016?».

Tuttavia, dal Comune fanno capire di considerare un po’ disattente le uscite dei 5 stelle. Intervenendo in consiglio il 28 gennaio, fanno notare dall'amministrazione, Muzzarelli aveva parlato del nuovo polo dell'immagine (museo della Figurina-Galleria Civica-Fondazione Fotografia) citando la «Nuova dislocazione delle attività, all'interno del nuovo polo culturale del Sant'Agostino, con conseguente ampliamento delle biblioteca Delfini». In questo senso, spiegava il primo cittadino, "«stiamo completando il rinnovo dell'accordo di programma con la fondazione cassa di risparmio e il ministero dei beni culturali, per riavviare l'iter di autorizzazione delle opere». Il tutto «tenendo conto della sentenza del Tar in materia di procedure, completava Muzzarelli aggiungendo: «l'accordo confermerà il trasferimento delle Biblioteche Estense e Poletti, mentre saranno riviste le altre funzioni e, nel quadro del progetto delle 'terre estensi' proposto dal ministro Franceschini, il programma di riqualificazione sarà esteso alla piazza, al palazzo dei musei e all'ex ospedale estense».

Intanto, dagli "Amici del Sant'Agostino" arrivano parole prudenti, ma a loro modo chiare: «Vogliamo leggere i documenti dell'accordo prima di commentare, vogliamo approfondire i termini dell'esecuzione procedurale. Proprio oggi ne parleremo con alcuni esperti. La realtà è che da 10 anni si parla di questo grande progetto, ma ancora non è stato partorito nulla di concreto...».

Più o meno la stessa linea la mantiene Italia Nostra, il cui presidente della sezione modenese Giovanni Losavio, magistrato, rincara: «Non conosciamo la relazione che avrebbe giustificato l'accordo procedimentale. I tecnici della pubblica amministrazione (la fondazione cassa di risparmio si affida a politecnica e sinloc, ndr)hanno suggerito questa anomala strada... Perchè non si è scelto subito l'accordo di programma invece che quello procedimentale?», conclude per ora l'ex presidente nazionale di Italia Nostra.

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