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Modena solidale, in San Pietro alimenti per 80 famiglie

di Gabriele Farina
Modena solidale, in San Pietro alimenti per 80 famiglie

Assistite in tutto 400 persone con la distribuzione di alimenti donati da aziende locali e dal Banco alimentare di Parma

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MODENA. Una risposta settimanale per oltre ottanta famiglie. Nella parrocchia di San Pietro è attivo da circa dieci anni un gruppo Caritas. Dodici volontari che hanno due compiti per chi bussa alla porta in cerca di aiuto. Il primo è distribuire il cibo. Il secondo è dar loro un motivo di speranza.

Alle 14 l’uscio di via san Pietro è già aperto. Lo sarà fino alle 17.30, come ogni lunedì e martedì. All’interno, sulla destra, gli angeli cittadini sono già all’opera. Stanno preparando buste per le persone da loro assistite. Ce ne sono di due tipi: una base e una più sostanziosa. È destinata, per esempio, alle famiglie più numerose. Basta fare due rapidi calcoli per comprendere quanti elevati siano i bisogni. Le 83 famiglie ieri in elenco (ultimo aggiornamento alle 14.45) corrispondono a circa quattrocento persone. In media, quindi, ognuna ne comprende oltre quattro.

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Molti cognomi sono italiani. I volontari della Caritas confermano che sono in aumento. Si sono quasi dimezzati, invece, i nuclei familiari seguiti dal centro. Come mai? «È successo in passato che qualcuno venisse con altre tessere - spiega Giuseppe Torelli - e abbastanza di recente abbiamo fatto un controllo. Intendiamo cercare di favorire chi ha più bisogno, chi ha famiglie più numerose, in cui vi sono più bambini».

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L’ex primario di ematologia al Policlinico risponde da dietro un tavolo su cui c’è l’elenco dei cognomi. A fianco, le colonne con le settimane di febbraio. Nel 2015 il gruppo ha distribuito 5.983 litri di latte, 4.985 scatole di legumi, 4.893 confezioni di salsa, 4.512 chili di pasta, 840 chili di biscotti, 633 chili di riso, 608 litri di olio e 554 chili di zucchero. «Zucchero, farina, olio e pomodoro di solito sono i primi a scemare - ammette Dario Iarossi, storico volontario - e i soldi per comprarli arrivano grazie alle donazioni. Ogni prima domenica del mese don Stefano ci lascia mettere le buste durante la messa per le offerte».

Don Stefano è il priore De Pascalis, che ringrazia i volontari per il loro impegno. «Senza di loro non sarebbe possibile», spiega il sacerdote. La loro attività prosegue anche quando non c’è da distribuire subito gli aiuti. «Abbiamo anche tempi morti - descrive Maria Sandra Fornaciari, moglie di Dario - in cui ci occupiamo per esempio della distribuzione. Se ci arrivano cinque chili di riso sono suddivisi in cinque porzioni da un chilo. Un chilo di biscotti è diviso in tre parti da 333 grammi». I prodotti sono conservati in un magazzino. La stanza si trova sulla sinistra del corridoio principale. Non è molto grande, ma tutto è tenuto in ordine. Gli aiuti provengono dal Banco Alimentare di Parma, in cui i volontari vanno tre volte al mese con un furgoncino.

Ci sono anche aiuti cittadini dal Grandemilia, dalla Conad Rotonda e dall’Esselunga, senza dimenticare il forno Raffaello. Il pane è preso ogni giorno da Orazio, altro storico volontario, e congelato assieme ad altri alimenti deperibili. «Una parte di spreco c’è ancora nei supermercati - riprende Torelli - e bisognerebbe ridurlo». In mano il volontario ha alcune schede. «Niente di poliziesco - garantisce Torelli - ma un modo per non lasciare a secco nessuno». Sono i fogli in cui sono inseriti i dati delle famiglie. Sul tavolo ci sono anche due contenitori pieni di caramelle. «Ai bambini piacciono moltissimo - garantisce l’ex primario - e spesso le mamme li vanno a prendere quando escono da scuola prima di passare da noi. Se vedono le caramelle intorno è meglio. È un modo per accoglierli».

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