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La maestra di Pavullo: «Se ho sbagliato pagherò. Devo ritrovare serenità»

di Giovanni Balugani
La maestra di Pavullo: «Se ho sbagliato pagherò. Devo ritrovare serenità»

 L’educatrice accusata di maltrattamenti ha scelto di isolarsi dal mondo Niente internet, giornali o televisione in attesa del prossimo interrogatorio in cui cercherà di spiegare episodio per episodio la sua versione dei fatti

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PAVULLO. Isolamento, è lo stato in cui vive questi giorni bollenti Manuela Giacomozzi dopo l’arresto della settimana scorsa per maltrattamenti. La 52enne è libera dopo la decisione del Gip di porre fine agli arresti domiciliari; una scelta che ha fatto discutere, scatenando rabbia e frustrazione in particolare tra i genitori dei bambini del “Mariele Ventre”, l’asilo in cui sono avvenuti i maltrattamenti. Ma la libertà decretata dal giudice, in attesa dei prossimi sviluppi processuali, è solo formale.

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«Ho preferito isolarmi dal mondo», dice Manuela che per ora ha deciso di chiudere con il mondo esterno. Non solo evitando di lasciare il suo appartamento di Pavullo, ma anche tagliando i ponti tecnologici con il mondo esterno, televisione ed internet in primis.

Un consiglio arrivato anche dagli avvocati difensori della donna, per preservarla dalle forti reazioni che in questi giorni hanno imperversato sui principali social network dove i giudizi sono spesso lapidari (in un senso e nell’altro) e dove non sono mancate minacce di violenza nei suoi confronti. Poco credibili, ma verbalmente evidenti. Va detto che le vittime dei maltrattamenti hanno invece sempre mantenuto un atteggiamento contenuto.

«Ho bisogno di ritrovare serenità, se ho sbagliato pagherò», annuncia Manuela, che sta riflettendo sugli avvenimenti degli ultimi mesi e sugli errori commessi. Con la consapevolezza di chi sa di dover rispondere delle proprie azioni.

Un’onestà intellettuale maturata con il passare dei giorni, un periodo in cui Manuela Giacomozzi si è anche guardata dentro, analizzando a fondo le ragioni e gli elementi di indagine che hanno spinto il pubblico ministero Marco Imperato a chiedere il suo arresto. Azioni che, se in un primo momento erano rigettate con forza dalla stessa Giacomozzi («Non mi riconosco in quel video», aveva detto a caldo), ora vengono elaborate dalla donna con una nuova consapevolezza.

Di quelle azioni dovrà rispondere proprio al dottor Imperato nel corso dell’interrogatorio che si terrà a breve e in cui dovrà fornire spiegazioni convincenti per ciò che è oggettivamente accaduto nell’asilo.

Ma prima di tutto la maestra di Pavullo ha bisogno di quell’equilibrio che probabilmente le è venuto a mancare negli ultimi tempi e che una volta compromesso potrebbe essere stato l’innesco dei reati che le vengono imputati, dopo tanti anni all’interno delle scuole senza che ci fossero denunce notorie nei suoi confronti.

Ma se Manuela ha scelto la via del silenzio e dell’isolamento, sono in tanti a Pavullo che vorrebbero ancora chiederle “Perché?”. E ascoltare le sue spiegazioni.

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