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Shoah, Albarani al “Muratori”: «Ragazzi, diffidate di internet»

di Gabriele Farina
Shoah, Albarani al “Muratori”: «Ragazzi, diffidate di internet»

«Diffidate di negazionisti e di internet». È l’invito rivolto da Giuliano Albarani agli studenti del Muratori. Il liceo ha tenuto ieri un’assemblea sulla Giornata della Memoria. Il ricordo ufficiale...

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«Diffidate di negazionisti e di internet». È l’invito rivolto da Giuliano Albarani agli studenti del Muratori. Il liceo ha tenuto ieri un’assemblea sulla Giornata della Memoria. Il ricordo ufficiale dell’apertura dei cancelli del campo di Auschwitz era il 27 gennaio.

Un’esperienza che ogni anno gli studenti rivivono nel viaggio organizzato dalla Fondazione Fossoli.

«Rimane un ricordo molto palpabile - ha garantito Francesco Nicolai, partito con il Treno per Auschwitz 2015 - perché è stata un’esperienza forte. Rimangono le emozioni, un notevole cambiamento interiore. Restano la conformazione geografica, l’aria, il clima. Restano anche i lamenti, praticamente udibili nell’aria di Auschwitz. È un’esperienza che ti rimane dentro, ti segna per la vita, costituisce un cambiamento fondamentale».

Una barriera contro chi tende a sminuire o negare gli stessi eventi. «Ogni tanto dedicatevi a letture tradizionali - ha esortato Albarani, presidente dell’Istituto storico di Modena - e prestate attenzione: internet è veramente una trappola. Se una persona cerca “Sterminio dagli ebrei prodotto dagli eschimesi” troverà un sito che gli darà ragione». Controllo delle fonti, dunque. «Tali eventi sono documentati e conoscibili - ha ripreso Albarani - per questo chi si affaccia alla palestra della vita non deve utilizzare argomenti per sottrarsi alle sfide del presente. Al contrario, deve usare suggestioni intellettuali per raccordare le emergenze dell’oggi alle tragedie di ieri. L’idea di un’umanità pian piano redentasi è abbastanza diffusa, ma molto spesso fa chiudere gli occhi rispetto alle violenze, alle discriminazioni, alle deportazioni del nostro tempo».

«I ragazzi possono informarsi, leggere, sentire da professori ed esperti - ha spiegato Alessio Dondi, presidente della Consulta provinciale - e non formarsi al programma scolastico».

Lo studio resta la base di partenza. «Serve una corretta formazione storica - ha ripreso Francesco - che non banalizzi l’esperienza del Treno. La comunicazione è difficile, ma possibile con incontri, dibattiti, riflessioni. Bisogna mettere in luce i pericoli presenti ancora oggi». Servono anche le domande. «Gli Alleati sapevano?», ha chiesto uno studente. «Sapevano almeno dal 1942 - ha risposto Albarani, citando il rapporto Karski - ma l’Occidente aveva remore a intervenire. Perché? Scarsa conoscenza dei numeri del fenomeno, obiettivi strategici prioritari, paura di farsi vedere amici degli ebrei». L’antisemitismo, infatti, era «moneta corrente dell’Europa prima della Shoah». «Perché i nazisti si rifugiarono in Sudamerica?», è stato chiesto ancora. «Furono da varie diplomazie, non ultima purtroppo quella del Vaticano, a cambiare identità - ha concluso l’ospite - e rifarsi una vita. Alcuni andarono negli Stati Uniti per le loro competenze scientifiche».

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