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Attenti al finto sacerdote, è un ladro vero

Attenti al finto sacerdote, è un ladro vero

Si presenta anche in abiti clericali e deruba i parroci e le offerte tra il Sassolese e l’Appennino

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Prima in una parrocchia del comprensorio sassolese, poi in una parrocchia appenninica, a Serramazzoni. Ma l’obiettivo è sempre lo stesso: rubare.

Il nostro “prode” si presenta anche in clergyman, l’abito borghese dei sacerdoti, con collarino bianco. Afferma di essere un sacerdote e di aver bisogno di parlare con il parroco. Tutte le volte, però, è bene attento a presentarsi in canonica o in sacrestia quando il parroco non può riceverlo o è impegnato. In questo modo riesce a mettere a segno il proprio intendimento, che nulla ha a che vedere con la carità cristiana o l’altruismo.

E così nei giorni scorsi nel territorio compreso tra Sassuolo e Pavullo sono stati messi a segno due furti.

Il primo è avvenuto mentre il parroco era impegnato a dire messa. Racconta lo stesso sacerdote vittima del furto, don Antonio, parroco di Serramazzoni. «Si è presentato in canonica dopo le 9.30, quando abitualmente io sono in chiesa a dire messa - spiega don Antonio - C’era la perpetua che si stava occupando delle pulizie».

Il finto sacerdote si è presentato così: «Sono il don della Curia, sono passato di qui per salutare il parroco...».

La perpetua lo ha fatto accomodare all’ingresso, in attesa che finisse la messa.

«Ma io quel giorno, era mercoledì scorso - spiega don Antonio - dopo la messa avevo programmato alcune commissioni fuori sede. Mentre la signora si è recata un attimo al piano superiore, il ladro è entrato nell’ufficio della canonica e ha aperto il cassetto, dove avevo lasciato purtroppo il portafogli. Ha sfilato 250 euro e se ne è andato. Spero almeno che quei soldi siano andati ad un figlio bisognoso...».

Nel secondo caso, quello sassolese il parroco era fuori sede e allora il “prete impostore” è riuscito a rubare circa 200 euro delle offerte dei fedeli.

Il ladro è stato descritto come robusto, non grasso, sui 40 anni, alto poco meno di un metro e ottanta. Italiano, fronte alta, viso pulito, nè barba nè basette. Nel caso di Serramazzoni era in abiti civili e si è posto con modi garbati.

L’invito dei carabinieri, specie nel territorio sassolese e appenninico, è di prestare la massima attenzione, perché questo personaggio è ancora in circolazione e quasi con certezza colpirà nuovamente scegliendo altre parrocchie.

Si tratta di una variante alle truffe agli anziani: dopo i finti addetti dell’Enel o della rete gas, i finti avvocati che ti avvisano di un problema per strada del figlio che deve pagare subito una multa per essere liberato, o quella dei finti carabinieri che devono ispezionare la casa mancava giusto il finto prete. Perché, specie in questi casi, l’abito non fa il... monaco.

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