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Cavazza: «Cultura in crisi? Che critichino...»

Cavazza: «Cultura in crisi? Che critichino...»

L’assessore taglia corto su eventi e gestione degli istituti: «A dimettermi non ci penso proprio»

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«Ognuno fa politica come crede, i critici critichino pure, io vado avanti e non penso proprio di dimettermi». Parole del vincesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza che con queste poche, e laconiche parole risponde alla richieste di dimissioni che nei giorni scorsi gli sono cadute addosso dal Movimento 5 stelle e da Forza Italia.

Cavazza non dedica molti argomenti al tema nonostante le forti polemiche di questi giorni, fomentate anche da alcune associazioni culturali della città che hanno attaccato l’amministrazione soprattutto dopo la pubblicazione del calendario 2016-2017 del nuovo spazio Mata. Anche alla Manifattura di viale Monte Kosica sarà presente tanta fotografia, come a Fondazione Fotografia e alla Civica del resto: alcuni appuntamenti dedicati a giovani artisti e scatti di nomi riconosciuti come Nino Migliori e Franco Fontana che non paiono però essere in grado di attirare le folle come in un primo tempo era stato preventivato per il nuovo spazio. L’assessore alla cultura dunque tira diritto. «Ognuno - spiega Cavazza - è libero di attaccare chi crede e con le argomentazioni che crede, ognuno è libero di esprimere le sue opinioni». Il consigliere comunale di Forza Italia Andrea Galli e il M5S nei giorni scorsi erano stati ipercritici invocando dimissioni immediate, ma Cavazza fa spallucce. Il vicesindaco affronta anche le due questioni sollevate dai critici dopo gli annunci del calendario al Mata con mostre di Zagaglia, Migliori e Fontana e soprattutto le critiche di chi pensa che con il polo dell’immagine si voglia privatizzare la cultura. «Privatizzare le istituzioni culturali? La cultura a Modena - continua l'assessore - continuerà a prestare grande valenza al pubblico, nel senso che sarà in mano alle politiche pubbliche e avrà sempre come destinatario il pubblico». Il vice di Muzzarelli interviene anche per negare il caso sollevato ieri dalla Gazzetta della grande mostra di Franco Fontana “Full Color! che ha appena aperto a Seravezza in Toscana. Al Mata se ne annuncia una sul maestro modenese tra un anno e, per forza di cose, vista la completezza di quella odierna in Toscana, Modena corre il rischio di arrivare seconda anche sui “suoi” autori. «Mostra simile? Non credo proprio...», tagliava corto l’assessore ieri alla conferenza stampa della Civica durante la quale il Comune ha rivendicato come un successo l’essere entrato in possesso di otto nuove immagini del fotografo Francesco Jodice (ne parliamo nelle pagine culturali). Certo i problemi della cultura a Modena, a detta di molti anche esterni al clima cittadino, restano e non basterà non discuterne perchè la tempesta passi. Nonostante investimenti milionari da anni la situazione degli arrivi dei visitatori alle mostre cittadine non decolla.

Stefano Luppi

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