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«Feste in centro da rivedere: portano gente ma pochi clienti»

«Feste in centro da rivedere: portano gente ma pochi clienti»

In un incontro con la giunta i commercianti hanno criticato varie iniziative dalle Fiere alle “notti” «Bisogna puntare su qualità e bellezza. Problemi a causa di eventi concomitanti di Comuni vicini»

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I giovedì di luglio da rifare completamente, da rivedere anche le Fiere d’ottobre e pure le altre manifestazioni, come la Notte celeste o Sassuolo in fiore, andrebbero profondamente revisionate secondo i commercianti, che l’altra sera si sono confrontati con la giunta sull'andamento delle attività e su possibili forme di rilancio. Il dito è puntato però soprattutto sui giovedì estivi, “che portano gente ma non clienti”, hanno detto diversi dei commercianti presenti, diverse decine. «Se c’è un concerto o uno spettacolo in piazza – hanno spiegato i negozianti – la gente viene per quello e non per comprare. In tanti casi tenere aperto è solo un costo. In più i giovedì di luglio – ha lamentato un’altra esercente – mettono in mostra una città che non piace, che non viene valorizzata a sufficienza e offrono spazio, soprattutto in piazza Martiri a banchi di scarso valore». Ma giovedì di luglio a parte, è l'intero piano delle iniziative in centro che andrebbe rivisto. La festa dei fiori per esempio, «è bellissima e dà una bella immagine di Sassuolo, ma chiudendo piazza grande anche il sabato danneggia moltissimo il commercio in sede fissa. Il sabato la gente lo usa per venire a comprare, se non può arrivare e parcheggiare sta a casa. La domenica invece viene a passeggiare tra i fiori e questo ha più senso. Il sabato almeno piazza Martiri dovrebbe restare libera». E ce n'è anche per le Fiere d'ottobre: «Si potrebbe essere più originali, specialmente nell'offerta commerciale. Se deve diventare, come accade ora, il terzo mercato settimanale dopo quelli del martedì e venerdì, con gli stessi banchi più qualche espositore straniero che non aggiunge qualità, non ha senso e in questa forma penalizza il commercio in sede fissa. Perché non ripensare le Fiere valorizzando un tipo di mercato più artigianale e pensando a offerte diverse ogni domenica? Per la fiera dei curiosi un’offerta fatta di cose particolarmente originali, per la fiera delle belle donne puntare più sull'estetica e sul bello e così via». Infine, il terzo punto dolente, è l'accavallarsi di eventi fra i Comuni del comprensorio: «Una volta i periodi erano ben definiti: maggio a Fiorano, giugno a Maranello, settembre a Formigine e ottobre a Sassuolo. Adesso tutti si propongono senza tenere conto del calendario». L’amministrazione ha preso nota delle osservazioni e rivendicato anche la necessità di manifestazioni che attirino le persone, nell'ottica di una valorizzazione del centro cittadino. Ma ha anche recepito le indicazioni e la soluzione elaborata al momento consiste in un tavolo con i commercianti che servirà non solo a raccogliere suggerimenti sugli eventi in programma, ma anche a concepirne alcuni, almeno due, dedicati espressamente al commercio in sede fissa di Sassuolo, al di fuori della programmazione tradizionale.

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