I 10 e ... Modena di Vanna Panciroli "Che nostalgia l’Industria del Gelo dove mangiai il mio primo gelato"
Vanna Panciroli da 15 anni veste i panni della Pulonia e da 10 anni si affaccia al balcone del Palazzo Municipale a fianco a Sandrone e Sgorghiguelo durante le celebrazioni del giovedì grasso
Vanna Panciroli da 15 anni veste i panni della Pulonia e da 10 anni si affaccia al balcone del Palazzo Municipale a fianco a Sandrone e Sgorghiguelo durante le celebrazioni del giovedì grasso. Attrice per vocazione, dal 1985 porta avanti la compagnia dialettale “Al Navéli”. Per 34 anni ha gestito una boutique di abbigliamento in pelle su mi- sura, nel cuore di Modena
1) San Pietro e il suo oratorio: è qui che ho debuttato come cantante all’età di 11 anni e da quel momento non ho più abbandonato il palcoscenico.
2) Le scuole elementari di Sant’Agnese: le ho frequentate io e quando ci sono andati anche i miei figli, ogni giorno quando li andavo a prendere, era per me un viaggio indietro nel tempo.
3) Le scuole medie della mia adolescenza, le Carducci: anche queste frequentate dai miei figli, un altro viaggio nei ricordi di me, ragazzina.
4) Teatro Storchi: ogni domenica pomeriggio ci andavo con la mia mamma. Guardavamo “la rivista” che mettevano in scena e io sognavo già di salire su quel palco.
5) L’ex Industria del Gelo, in largo Hannover angolo via Gallucci: andavamo lì a comprare la stecca del ghiaccio ed è lì che ho mangiato il mio primo gela- to. Sono tanti anni che non pas- so più per quella strada, voglio conservare il ricordo così com’è, dolcissimo.
6) Lido Park: durante le serate estive, andavamo là a vedere gli spettacoli, li sbirciavamo dal- la folta siepe che delimitava il locale perché non sempre ave- vamo i soldi per il biglietto. Gli spiccioli però non mancavano per mangiare la granatina della signora America, che aveva il suo carrettino proprio lì difron- te. Ce n’erano due di signore che facevano la granita, ma America era la mia preferita.
7) La pizzeria di via Sant’Eufemia (che ora non c’è più) che noi chiamavamo “Bacio le ma- ni”, perché il gestore ci accoglieva sempre con questa frase.
8) Il Teatro dei Segni di via San Giovanni Bosco dove ho recitato tante volte.
9) La Casa del Giovane e il Cral di via Palestro dove andavamo a ballare e dove ho imparato a balla- re il Cha Cha Cha. A dire il vero, mi è rimasto impresso questo luogo perché mi sono sposata molto giovane e ho “ballato” sola- mente un’estate”
10) Via Carteria dove per 34 anni ho avuto la mia boutique di abbigliamento. Sono felice che questa zona si stia riani- mando, con nuovi locali, nuovi negozi e anche nuove sartorie. Mi piace pensare che idealmen- te ci sia qualcuno che prosegua la mia attività, anche se non con la pelle, abbiamo una grande tradizione nel tessile e non vorrei che negli anni andasse perduta. Io ho dovuto chiudere la mia attività 4 anni fa, ma in via Carteria ci ho lasciato un pezzo di cuore
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