Nonantola piange la morte di Cecilia
I genitori della giovane sono volati ieri in Sicilia. Il funerale dovrebbe tenersi venerdì nella chiesa della Pieve
NONANTOLA. Lo choc e il dolore per l’improvvisa scomparsa di Cecilia Serafini sono immensi, in una piccola comunità come Nonantola. Una comunità è in attesa del rientro della salma. Ieri i genitori di Cecilia sono arrivati a Palermo, e nel corso della giornata, espletate le formalità e gli esami autoptici di queste circostanze, la salma è stata liberata dalla Procura della città, che ha aperto un fascicolo. I coniugi Serafini stanno ora cercando di organizzare il volo di rientro, e ieri sera l’ipotesi più accreditata era che già venerdì si potrà celebrare il funerale, nella Pieve.
La stessa chiesa di San Michele Arcangelo dove lunedì sera tanta gente si è stretta in un abbraccio commovente e sentito, in occasione del rosario in ricordo della 25enne deceduta in Sicilia. Domenica era in gita con altre due amiche, una modenese e una palermitana, nella riserva di Capo Gallo. Nel pomeriggio Cecilia ha voluto trattenersi per qualche foto naturalistica - la sua passione - ma è caduta dalla scogliera. Non vedendola tornare, le amiche hanno dato l’allarme e il cadavere è stato trovato nella notte, su alcune rocce. Amici e conoscenti non sono voluti mancare per dare il loro appoggio alla famiglia Serafini - a Claudio e Rossella, papà e mamma di Cecilia, e al fratello Riccardo - proprio la sera antecedente al viaggio che nessun genitore vorrebbe mai fare. I coniugi sono partiti ieri mattina in aereo alla volta di Palermo, per adempiere al compito più ingrato: il riconoscimento della salma della figlia.
Racconta un commosso Don Alberto: «Io sono qui da poco, ma so che Cecilia era molto legata alla nostra parrocchia, grazie al gruppo Scout Ranger che aveva frequentato da bambina. Sono rimasto molto colpito nel vedere così tanta gente prendere parte al rosario in suo ricordo. Tanti suoi amici poi, non sono voluti mancare per cantare e suonare nel coro. Una partecipazione sentita, per una cittadinanza accorsa numerosa grazie al passaparola sui social network. Ho deciso tutto in comune accordo con la famiglia, che se vorrà, sarò ben lieto di accogliere nuovamente qui per celebrare il funerale».
Altrettanto sentite sono le parole del sindaco di Bomporto, Alberto Borghi, verso la famiglia Serafini, e in particolar modo nei confronti di Rossella, mamma di Cecilia e segretaria presso l’ufficio tecnico del Comune: «Rossella è una figura importantissima per noi - chiosa il primo cittadino - non solo per il servizio reso alla cittadinanza come ufficio tecnico, ma per la dote innata che ha di mettersi al servizio degli altri, di saperli ascoltare e aiutare. È sempre in prima linea, sia in condizioni normali, che in momenti di forte emergenza come sono stati il terremoto e l’alluvione. Ecco perché in circostanze di immenso dolore come queste, insieme alla giunta, al consiglio comunale, e a tutti i dipendenti e colleghi, le vogliamo essere ancora più vicini».
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