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Rifiuti, scatta la solidarietà «Chi non paga va aiutato»

di Rino Filippin
Rifiuti, scatta la solidarietà «Chi non paga va aiutato»

Gli esercenti: «Invece di mandare le notifiche cercate di capire le difficoltà economiche del momento». Critiche al sistema Aimag: «Fa perdere tempo»

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Scatta la solidarietà tra esercenti all’indomani della notizia relativa alle notifiche che il Comune sta inviando a 40 tra bar, ristoranti e pasticcerie per recuperare la Tari (la tassa sui rifiuti), evasa o elusa.

Tanti sostengono che se un’attività è in difficoltà economiche non si può usare la mano pesante con avvisi e cartelle esattoriali. Bisognerebbe insomma andare incontro all’esercente e capire perché non paga. «Le istituzioni - commentano Marzia e Luca Vicentelli di Interno Divino - dovrebbero imparare a mettersi nei panni di chi lavora. Se qualcuno non ha pagato la Tari probabilmente lo ha fatto perché aveva delle ragioni importanti. Io invece di inviare le notifiche avrei mandato gli addetti del Comune a cercare di capire direttamente dagli interessati il motivo del mancato pagamento. Poi eventualmente avrei concordato un piano di rientro rateizzato». È la strategia che suggerisce anche Massimiliano Silingardi, direttore di Confesercenti: «La rateizzazione dei debiti relativi alla Tari mi pare il minimo che si possa fare per andare incontro alle attività. Siamo d’accordo che i rifiuti possono essere una risorsa, ma non vorrei che a trarne vantaggio fosse solo l’Aimag».

«Il Comune e gli altri enti - dice Sergio Genzale, gelateria K2 - devono rendersi conto che i tempi sono cambiati e che per noi non è una passeggiata fare profitti. Di conseguenza anche tasse e tariffe varie, compresa la Tari, devono essere calibrate in base alla situazione economica generale». «Io - dice Maria Caggiano della trattoria Dionisio - mi alzo tutti i giorni alle 4 di mattina e vado a letto alle 23. Ci sono mille incombenze burocratiche e tante spese. Io non ho debiti, ma credo che Aimag dovrebbe essere un po’ più morbida quando un esercente è in difficoltà a pagare la tassa sui rifiuti».

«Vedremo - dice Paolo del bar Galleria - se davvero la tariffa puntuale ci farà risparmiare, io non credo. Per ora posso solo dire che perdiamo un sacco di tempo a dividere i rifiuti in modo così dettagliato. Speriamo di essere ricompensati».

«La situazione - commenta il pizzaiolo Tommaso Di Padova, della pizzeria Regina - è complicata. Oltre al lavoro ci sono varie incombenze a nostro carico per la raccolta rifiuti. Io mi domando perché l’Aimag non abbia utilizzato un sistema a tesserino magnetico per facilitare lo smaltimento dei rifiuti delle aziende. Per la Tari si paga carissimo, spero almeno che Aimag ci venga incontro in caso di qualche difficoltà».

«Le suddivisioni in tipologia di rifiuti - conclude Luca Vicentelli - sono eccessive e la spesa che dobbiamo sostenere è da verificare».

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