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Emotion

Sauro Torricelli, in arte Sandrone: "Cara Modna, sono innamorato di te "

di Sauro Torricelli
Sauro Torricelli, in arte Sandrone: "Cara Modna, sono innamorato di te "

Le strade, le piazze, la gente. E nei panni di Sandrone riesco anche a commuovermi, tanto sei bella

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Sauro Torricelli dal 1988 fa parte della Società del Sandrone, prima nei panni di Sgorghiguelo e poi in quelli di Sandrone con il quale vive ormai in simbiosi, lanciando spiritose punzecchiature a chi osa trattare male la sua amata Modena.

MODENA. Sono innamorato di Modena. Questi per me sono giorni molto particolari perché le emozioni che provo sono doppie: vivo le mie, infatti, e quelle di Sandrone, che da anni è il mio alter ego. Anche se, spesso e volentieri, non riesco quasi più a distinguere dove finiscono le mie ed iniziano le sue, tanto questo personaggio permea la mia esistenza.

Durante il corteo del Giovedì Grasso, ripercorro le strade della mia infanzia, piene di ricordi e mi lascio commuovere dall'architettura della nostra città, che è meravigliosa. Sono il quinto figlio di una famiglia patriarcale, i miei genitori erano entrambi originari del quartiere Sacca. La famiglia di mia mamma aveva un banchetto al mercato di Piazza Grande, vendevano ortaggi, verdura, frutta, latte, burro, tutto quello che producevano. Quando si sposò con mio papà e si trasferirono in campagna, il distacco da Modena per lei fu molto doloroso, tant'è che, non appena c'era l'occasione, ci riportava in città.

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Domenica scorsa, durante i festeggiamenti per San Geminiano, da fedele e devoto quale sono, ho fatto visita al Santo e poi sono andato a prendere una cioccolata in tazza con la panna, come facevo con la mia mamma. La prendevamo in un bellissimo bar che c'era in piazza all'angolo con via Castellaro (dove ora c'è "Al Tramezzino") e io, che ero solo un bambino, ero così felice.

La Piazza è da sempre per me un luogo centrale, da quando poi vesto i panni di Sandrone, ammirarla dall'alto del balcone del Palazzo Municipale toglie davvero il fiato. Negli anni ho visto tutti i suoi mutamenti, sia architettonici che culturali, ma ho sempre visto facce pulite. Come dicevo, sono credente, resto a bocca aperta davanti alla magnificenza del Duomo, ma per raccogliermi in preghiera preferisco altre chiese, un po' più defilate nelle quali entro durante le mie passeggiate in centro; amo molto passeggiare per le vie di Modena, me la godo tutta a piedi. Canalchiaro è una delle mie strade preferite, così "mossa", con i suoi palazzi signorili pieni di storia, così luminosa nel suo imbocco all'altezza di San Francesco. Vorrei riuscire a trasmettere tutto questo amore che ho per la nostra città, anche ai "nuovi modenesi", a chi viene in visita.

A tutti chiedo rispetto per Modena. Mi si stringe davvero il cuore e, anzi mi viene proprio la rabbia, quando la vedo maltrattata, sporcata, imbrattata da scritte di ogni genere. Senza oltrepassare i limiti, bisogna essere fermi e severi contro chi compie azioni del genere perché, non solo procurano un danno, ma non portano rispetto alle persone che ci hanno lasciato una città così meravigliosa nella quale intraprendere il cammino della nostra vita. Strada per strada, via per via, piazza per piazza. Non so se si è capito, ma "Modna, at voi bein".

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