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Blitz all’alba, presi gli spacciatori della Bassa

Blitz all’alba, presi gli spacciatori della Bassa

San Felice. I carabinieri arrestano tre persone: smerciavano droga da anni, almeno 50 clienti al mese

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SAN FELICE. Sui documenti d’identità, nella caselle “professione”, avrebbero potuto scrivere: spacciatori. Perché da anni sono i punti di riferimento dello smercio di cocaina, hascisc e marijuana a centinaia di clienti. Li hanno arrestati i carabinieri con un blitz concluso all’alba che ha portato in carcere tre persone di età compresa tra i 30 ed i 35 anni. L’indagine dei militari, coordinata dal procuratore Marco Imperato, ha accertato come soltanto negli ultimi due mesi sono state almeno un centinaio le operazioni di spaccio.

E così ieri notte sono scattate le manette su disposizione del giudice per le indagini preliminari Andrea Romito. Sono tre i banditi magrebini bloccati dai carabinieri del Nucleo operativo di Carpi.

Le indagini sono nate seguendo un personaggio già coinvolto in una precedente attività investigativa a seguito della quale fu arrestato proprio per spaccio di stupefacenti. Uscito dal carcere ha ripreso a smerciare cocaina e seguendo i suoi movimenti i carabinieri hanno potuto ampliare la cerchia di “colleghi”: nel corso del 2015 era infatti emersa un’intensa attività di spaccio di cocaina e marijuana a diverse persone, soprattutto italiani, che vivono nella Bassa, che aveva portato a quattro arresti di pusher bloccati mentre spacciavano. I fermi, avvenuti in vari momenti, avevano portato anche al sequestro complessivo di quasi un chilo di marijuana e mezzo chilo di cocaina.

Ieri, il cerchio si è chiuso. «L’attività posta in essere dai tre - spiega una nota dei carabinieri - era caratterizzata da un buon livello di organizzazione in termini di mezzi e di collaboratori e si protrae già da diversi anni, sviluppandosi e sostenendosi grazie ad una clientela numerosa ed abitudinaria di San Felice, Cavezzo, Concordia. I quantitativi di stupefacente ceduti evidenziano proprio una costante disponibilità di droga da immettere in commercio e i proventi dello spaccio costituiscono l’unica fonte di sostentamento dei soggetti destinatari del provvedimento, che infatti pur essendo sul territorio italiano da alcuni anni non hanno mai trovato uno stabile lavoro».

A casa di uno degli arrestati è stato trovato anche un uomo che dagli accertamenti eseguiti risulta clandestino.

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