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il teatro si rinnova

Ert, Valenti in pensione comincia il totonomi

Ert, Valenti in pensione comincia il totonomi

Dopo 22 anni alla guida di Ert, Pietro Valenti andrà in pensione. Il direttore artistico di Emilia Romagna Teatro cambia, e si tratta di un cambiamento destinato a fare notizia nel mondo della...

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Dopo 22 anni alla guida di Ert, Pietro Valenti andrà in pensione. Il direttore artistico di Emilia Romagna Teatro cambia, e si tratta di un cambiamento destinato a fare notizia nel mondo della cultura. Soprattutto della cultura modenese dove guizzi se ne vedono ben pochi e dove i progetti stentano a decollare.

Modena che vorrà continuare a mantenere il comando di Ert anche in ottica del suo posizionamento sempre più qualificato all’interno del comparto Ex Amcm. Questo, almeno, sulla carta. Se i tempi dell’Ex Amcm sono ignoti, quelli per la successione a Valenti sono ben più veloci.

Prima tappa, però, di un cammino tutt’altro che tracciato, il rinnovo del consiglio di amministrazione di Ert: entro i primi giorni di marzo i soci indicheranno i nomi dei componenti del prossimo consiglio di amministrazione, poi si giocherà la partita sulla presidenza. Modena sta provando, ovviamente, a contare. È vero che la battaglia sulla presidenza è certamente meno affascinante rispetto a quella della direzione artistica, ma partire col piede giusto non guasterebbe. In uscita, infatti, il cesenate Daniele Gualdi, si trattarà di trovare un sostituto e spetterà alla Regione, con l’assessore Mezzetti, trovare la quadra. Detto del cda in scadenza, ecco che si arriveràanche al direttore in pensione da sostituire.

Il bando sembra la strada migliore per tracciare con trasparenza un percorso di alto livello, come già avviene per tanti istituti culturali, e avere così la possibilità di avere la scelta migliore a disposizione.

Ert, infatti, è una poltrona comunque ambita e non di poco conto. Oggi Ert gestisce a Modena il Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni, mentre in Regione opera a Bologna alle Moline, storica sala del capoluogo, e all’Arena del Sole, che Modena ha contribuito a salvare tra le polemiche.

Poi a Cesena il Bonci, a Vignola il Fabbri e a Castelfranco il Dadà. Un parterre di tutto rispetto, insomma, dove si può sviluppare attività come già è stato fatto a più mandate dalla gestione Valenti.

«Progettare anzichè programmare, è il punto di partenza del lavoro in questi spazi, cercare di condividere quindi il processo artistico con il pubblico - si legge nella mission dell’ente - C’è un’attenzione a preservare il ruolo di interlocutore attivo, offrendo produzioni, progetti educative e culturale teatrale sia a livello nazionale che internazionale».

Oggi il consiglio di amministrazione di Ert è espressione di un tessuto piuttosto vasto e variegato con una forte presenza modenese: siedono Romano Madrigali, Mario Lugli e Sebastiano Simonini, con i primi due certamente in uscita. (d.b.)

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