«La mostra al Mata? Troppe spese e poca promozione»
L’assessore regionale Mezzetti critica il sindaco Muzzarelli «Si poteva fare meglio: si è creato un danno d’immagine
I toni sono pacati, ma il messaggio alla città è chiaro: il “making of” della mostra «Il manichino della storia» a Modena, di scena fino al 31 gennaio scorso al nuovo spazio Mata, rappresenta un’esperienza da non ripetere perchè, dati alla mano, le risorse sono state spese male. In caso contrario, si faranno altri danni. E sulla cultura in generale, molte delle critiche che si stanno levando sono preventive; poi, certo, anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli può far meglio. Massimo Mezzetti, assessore regionale e dirigente di Sel in Emilia-Romagna, di fatto approfitta di una conferenza stampa a tema nella “sua” Modena per stilare una sorta di primo bilancio sulle politiche culturali della giunta Muzzarelli a un paio d'anni, ormai, dal suo insediamento. Interpellato sul tema, Mezzetti ne parla alla “Dire” a margine dell'inaugurazione dei nuovi spazi per i giovani talenti musicali locali, grazie anche ai fondi della regione, al «71musichub» di via Morandi.
L’assessore si mostra franco sul tormentato «Manichino», il cui incasso totale (biglietti, visite guidate a pagamento su prenotazione, vendita di cataloghi) si è fermato a quota 36.824 euro. «Promozione inadeguata», è il ritornello che tuttora circola tra diversi addetti ai lavori in città. Il compenso dell'altrettanto discusso curatore Richard Milazzo, per dire, è stato di 48.000 euro, benefit esclusi. Ma più che altro, l'esposizione dei collezionisti lanciata da Emilio Mazzoli, e inizialmente da Massimo Bottura, ha fatto troppo discutere di sè per i costi di allestimento: quasi 600.000 euro compresi gli affitti degli spazi di proprietà anche delle coop, ai quali ha pensato indirettamente la regione coi 309.000 euro stanziati per Expo e ben presto assorbiti dal «Manichino».
Non a caso, a suo tempo, c’era pure stato un balletto tra Bologna e Modena sul patrocinio della mostra, arrivato alla fine per iniziativa della presidenza Bonaccini. Evidenzia oggi Mezzetti: «La mostra “Il manichino della storia” a me ha lasciato perplessità fin dall’inizio, si sa e l'avevo dichiarato. Le modalità con cui ci si è arrivati e lo sviluppo di questo progetto non hanno consentito di arrivare al massimo del potenziale che avremmo potuto ricavare. Un progetto di questo tipo - ricorda l'assessore su uno degli aspetti più delicati del Manichino - ha bisogno anche di una forte promozione, io ho visto un carico proporzionale di risorse in più sulla realizzazione e molto poco sulla promozione. Credo che questo abbia danneggiato l'immagine della mostra stessa, ma anche poi il risultato finale». Mezzetti allarga poi il campo alla cultura in generale a Modena, dove le opposizioni e diverse associazioni picchiano duro, dal polo del Sant’Agostino alla sorti della Galleria Civica, arrivando anche a chiedere le dimissioni del vicesindaco Gianpietro Cavazza. Se quest’ultimo appare un pò sotto pressione, nonostante abbia respinto le richieste di dimissioni, ecco Mezzetti: «Muzzarelli sta facendo il massimo sulla cultura a Modena? Il massimo non è mai detto, si può sempre fare meglio. Credo che anche Gian Carlo possa fare meglio così come tanti altri possono fare meglio. Ma ritengo ad esempio che l’attenzione che oggi viene riservata alla cultura sia particolare, nel caso della regione ma anche del comune, coi progetti del nuovo Amcm come sede di teatro contemporaneo, o lo sviluppo di Ert come teatro nazionale».
La replica di Muzzarelli non si è fatta attendere: «Leggo di continue critiche in questi giorni. È complicato, se devi fare questo dovevi fare un’altra cosa, se fai un’altra cosa dovevi fare questo e così via. Ma vorrei tranquillizzare, vorrei dire che c’è un disegno abbastanza preciso di strategia culturale della città. Abbiamo ragionato sul Prg della cultura per partire dai luoghi dove sviluppare le varie attività. Ci sono spazio storici che offrono sicurezze totali, dal teatro Pavarotti in giù, mentre siamo ripartiti col progetto del Sant’Agostino e speriamo di arrivare in porto. Siamo ripartiti pure con il comparto culturale all’Ex Amcm, con noi primi in Emilia-Romagna ad accedere ai finanziamenti specifici, che diventerà un grande polo del teatro d'avanguardia. E poi abbiamo da oggi questo rinnovato spazio, lo abbiamo riqualificato e allo stesso tempo liberato spazi per gli studenti del liceo musicale Carlo Sigonio».
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