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Mercatino del riuso, è subito polemica

Mercatino del riuso, è subito polemica

Vignola. I commercianti contro il Comune: «Concorrenza sleale grazie a un regolamento poco chiaro»

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VIGNOLA. L’idea dell’amministrazione comunale, approvata recentemente in consiglio, di istituire anche a Vignola, come avviene in diverse altre realtà, un “mercatino del riuso”, ha messo i commercianti sul piede di guerra. L’accusa, sostanzialmente, è che i venditori domenicali possano fare concorrenza sleale ai commercianti di professione. A prendere la parola è Ascom Vignola, che ieri ha ribadito: «Siamo molto delusi non solo per il metodo seguito, ma soprattutto per i contenuti confusi di un regolamento che non riparerà la città dalla presenza di venditori abusivi e non servirà a valorizzare il nostro centro storico. Un provvedimento - puntualizza l’associazione - che è stato messo a punto sfruttando le pieghe di una legge regionale che consente di disapplicare la normativa del commercio su aree pubbliche, salvo poi prevedere all’articolo 3 del regolamento stesso la possibilità di affiancare questi mercatini ad altri eventi o iniziative: un escamotage che ha permesso all’amministrazione di sottrarsi al confronto. Ci saremmo infatti aspettati - dichiara Confcommercio - un maggiore coinvolgimento da parte dell’amministrazione, che ha invece preferito fare a meno del parere delle Associazioni di categoria, approvando un documento col quale, usando come termine di riferimento il “modico valore” della merce, si rende troppo labile il confine tra chi fa solidarietà e chi invece utilizza i mercatini del riuso per fare commercio abusivo e in concorrenza sleale con operatori regolarmente autorizzati. Balza poi all’occhio l’articolo 4 del regolamento, che demanda all’organizzatore dell’evento la chiusura dei banchi qualora sia accertata una violazione delle norme previste: una previsione, questa, troppo vaga per essere utile a scoraggiare chi sin dal principio ha l’intenzione di organizzare un mercato che nulla a che vedere con la solidarietà. Senza considerare - conclude l’associazione di categoria - che le sanzioni previste appaiono a dir poco inefficaci e non rappresenteranno mai un deterrente per quei furbetti che regolarmente si insinuano nei mercatini del riuso per vendere merce di valore tutt’altro che modico o di provenienza poco chiara».

Da parte dell’amministrazione, giungono repliche in senso opposto alla posizione di Confcommercio.

L’assessore agli interventi economici Francesco Rubbiani commenta: «Non riteniamo che questo regolamento sia lesivo delle attività commerciali, dal momento che è abbastanza rigido e ben definito». Lo stesso assessore Monica Maisani, che ha curato il regolamento, accusa invece Confcommercio di non averlo praticamente letto. (m.ped.)

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