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Milza asportata: duello medico dal giudice

di Carlo Gregori
Milza asportata: duello medico dal giudice

Fu tolta poco dopo l’intervento all’appendice, ma per la difesa la causa fu una caduta dallo snowboard

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Gli hanno dovuto asportare la milza per un’infezione collegata all’asportazione tardiva dell’appendice? Oppure perché giorni prima dell’intervento era caduto da uno snowboard e il sanguinamento lento e costante aveva provocato un’infezione irreversibile? È il dilemma al centro di un duello medico-scientifico condotto da periti medici davanti al giudice per un caso che coinvolge in veste di vittima uno 32enne carpigiano.

Davanti al giudice Eleonora De Marco, ieri si è tenuto l’incidente probatorio con la relazione del perito scelto dal gip che ha ribaltato l’accusa sostenendo che non c’è stata correlazione tra operazione all’appendice e infezione alla milza. Ma il perito del giovane ha contestato la ricostruzione del collega.

I fatti risalgono esattamente a tre anni fa. Su indicazione del medico di famiglia che lo ha appena visitato, il giovane dolorante alla pancia va al pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini di Carpi dove gli riscontrano un’infezione virale, ma poi lo lasciano andare. Torna il giorno dopo: il dolore è troppo acuto. Ma l’ospedale non è attrezzato, causa terremoto, e così va a Baggiovara. Dopo un’ecografia i chirurghi gli asportano d’urgenza l’appendice infetta. Il paziente resta 4 giorni in degenza a Baggiovara. Poi improvvisamente sviene. I medici controllano l’ecografia e notano che c’è una massa di sangue alla milza. Lo portano in sala chirurgica e lo rioperano. La milza, crepata e per giorni sanguinante, è compromessa: la tolgono. Appena si rimette, il carpigiano però ha dei dubbi su quanto è avvenuto . Il suo legale, avvocato Roberto Chiossi, dopo la perizia di un illustre anatomopatologo, il professor Gianfranco Zanetti, decide di denunciare i tre medici ospedalieri che lo hanno trattato. L’accusa di lesioni, in base alla relazione di Zanetti, è che è stato operato in forte ritardo, quando la setticemia era in stato avanzato e la milza erano ormai vicina alla rottura. Il consulente del pm Claudia Ferretti sostiene poi che il giovane doveva essere operato subito dopo la prima visita al pronto soccorso.

Al contrario, la difesa dei medici sostiene che non c’è correlazione e che anzi la vicenda è diversa: solo al momento dell’operazione della milza, il giovane ha riferito di essere caduto in snowboard una settimana prima dell’appendicectomia. La difesa conclude quindi che è stato quel trauma a provocare una lenta ma costante emorragia alla milza che ha portato a infiammare l’appendice. Lo ha confermato anche la perizia presentata ieri davanti al giudice del dottor Moreno Lusetti incaricato all’epoca del gip per fare chiarezza sulle contrapposte tesi mediche. Nella sua ricostruzione risulta che al momento delle diagnosi prima dell’appendicectomia la milza non appariva un problema ma lo è diventato solo dopo il malore. La relazione del perito del gip ha spinto il giudice a rimettere gli atti alla Procura per decidere se archiviare la causa o proseguirla.

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