Vignola. Patto tra vescovo e imam: «Religione, mezzo di pace»
Vignola. Tavola rotonda sull’integrazione tra don Erio Castellucci e Adil Laamane «Cristianesimo e Islam possono convivere e la cultura è il collante principale»
VIGNOLA. Grande successo di pubblico martedì per l’incontro organizzato dall’amministrazione comunale con l’intento di discutere di integrazione, a più di un mese di distanza da quella “finta esecuzione in stile Isis” che ha portato giocoforza alla ribalta temi di grande attualità come quelli appunto dell’integrazione e del dialogo interreligioso. Il sindaco Mauro Smeraldi aveva promesso relatori di alto livello e così è stato: sulla platea della sala dei Contrari del castello sono infatti saliti il vescovo di Modena, monsignor Erio Castellucci, Adil Laamane, mediatore culturale e presidente dell’associazione islamica modenese “La casa della saggezza, misericordia e convivenza”, Massimo Mezzetti, assessore regionale alla cultura, e lo stesso primo cittadino di Vignola, Mauro Smeraldi. Ha moderato l’incontro il giornalista Francesco Galli. Subito il vescovo di Modena è stato “stuzzicato” sull’accoglienza dei profughi, e lo stesso monsignor Castellucci ha risposto: «C’è stata una sensibilizzazione presso le parrocchie, molte delle quali hanno già messo a disposizione delle strutture. Certo, l’accoglienza non può essere improvvisata, ma va gestita ad alcune condizioni assieme alla Prefettura». Poi, approfondendo il tema dell’integrazione e degli episodi violenti (dagli attentati di Parigi allo “scherzo” di Vignola), lo stesso vescovo ha espresso la “condanna assoluta della violenza, anche sotto forma di bravata”, quindi ha riassunto in tre “p” le risposte che possono venire da episodi violenti: pancia, piazza e penna. Le risposte di “pancia”, che avvengono nell’immediato, “sono comprensibili ma lasciano il tempo che trovano”. Le risposte della “piazza” “sono necessarie”, ma occorre appunto andare oltre, alla “penna”, cioè alla “cultura”.
«Credo la vera risposta – ha rilevato monsignor Castellucci - sia la penna, perché la vera integrazione si realizza attraverso la cultura».
Da parte sua, Adil Laamane ha sottolineato: «L’Islam predica la pace tra i popoli, a prescindere dalla loro religione o dalla loro origine». Lo stesso Laamane ha poi ricordato il grande debito che l’Occidente ha con la cultura musulmana: «L’Islam – ha detto – ha contribuito in maniera incredibile al progredire della società europea; basti pensare alle traduzioni dei testi classici, resi poi fruibili alla società europea». Inoltre, Laamane ha lanciato un invito: «Dobbiamo pensare a un diverso modo di integrazione. Essere musulmani con una cultura italiana non è impossibile». Mezzetti, peraltro, si è detto contrario all’utilizzo del termine “integrazione”, al cui posto dovrebbe essere usato il termine “condivisione”: così si arriva al dialogo senza spogliare “l’altro” di propri elementi identitari.
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