Cabassi inadatto per la B Scontro Comune-tifosi
Il gruppo “Guidati dal Lambrusco” incalza il sindaco in un’assemblea pubblica Per rendere agibile lo stadio servono soldi. Bellelli: «Non possiamo spenderli noi»
Non è detto che, nel caso di un’eventuale retrocessione, il Carpi calcio possa ritornare a giocare allo stadio Cabassi in breve tempo. Prima di utilizzarlo, infatti, sono necessari interventi di adeguamento, rispetto al recente passato. Aspetti che non sono stati presi in considerazione da parte dell’amministrazione comunale nel pianificare il bilancio di quest’anno e che hanno portato i tifosi biancorossi - i “Guidati dal lambrusco” - ad inscenare un blitz pacifico al circolo Arcobaleno di Santa Croce. Lì, mercoledì sera, il sindaco Alberto Bellelli, insieme alla giunta, stava illustrando il bilancio di previsione quando una trentina di “Guidati dal lambrusco” sono entrati nella sala del circolo, attendendo il termine dell’esposizione del primo cittadino. Una volta finita l’illustrazione delle linee guida di bilancio, però, i tifosi hanno accerchiato Bellelli, sedendo con lui al tavolo tematico che riguarda le materie di sua competenza, tra le quali, appunto, la delega allo sport.
In particolare, i “Guidati dal lambrusco” hanno contestato al sindaco come “non ci sia nulla a bilancio per lo stadio” evidenziando il “danno economico e di immagine per la città causato dal non avere sfruttato l’occasione della serie A per rimanere a giocare a Carpi. Senza Cabassi siamo senza la casa che ha aggregato amici di età diverse: 20enni con 50enni. E con la trasferta al Braglia stiamo pagando i debiti del Modena. Noi vogliamo sapere se il Comune può fare qualcosa o se qualcuno tiene le mani legate al sindaco da sotto la Ghirlandina…”.
Bellelli, dal canto proprio, ha risposto sottolineando che “l’offerta proposta alla fine dello scorso campionato rimane valida: si tratta del lungo diritto di superficie concesso alla società calcistica in cambio dei lavori di adeguamento”. Lavori che sarebbero necessari anche nell’ipotesi di un ritorno in serie B. Perché prima che il Carpi possa ritornare al Cabassi, anche qualora dovesse retrocedere, devono “essere approntati interventi di adeguamento e il Comune è in attesa di un progetto che deve arrivare dalla società. Il Comune non può spendere tanti soldi per cose che dovrebbe fare un altro”.
Il sindaco si è anche detto molto arrabbiato per le scritte “Il Carpi solo a Carpi” che imbrattano alcuni muri. Il Comune, attualmente, paga 100mila euro annui per la manutenzione del Cabassi e “recentemente ha buttato via due milioni per ristrutturarlo malissimo - hanno inveito i tifosi - se tocchi qualsiasi parte in metallo ti tagli le mani. Noi vogliamo una maggiore collaborazione tra Comune e società per sistemare lo stadio cittadino”. E con quest’auspicio si è chiuso l’accerchiamento dei Guidati dal Lambrusco, che come si ricorderà, stanno disertando le gare interne del Carpi per protestare contro il trasferimento a Modena.
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