Castelfrigo, altro incontro senza esito
Nessun passo avanti ieri in prefettura. Un intervento del sindaco di Castelnuovo, Carlo Bruzzi
Continuano le tensioni nel settore modenese della lavorazione carni. Ieri davanti ai cancelli dell’azienda Castelfrigo, specializzata nella lavorazione di carne suina fresca e accusata di "sfruttamento" dai sindacati mediante l’appalto di alvorazioni a due cooperative, c’erano circa 150 addetti cui viene applicato il contratto del facchinaggio ma che in realtà lavorano la carne. Questi lavoratori sono in sciopero-presidio e la polizia li controlla: c'è stato qualche attrito con i dipendenti diretti della Castelfrigo quando questi ultimi, non in sciopero, sono entrati in azienda. Una delegazione della Castelfrigo e dei lavoratori, intanto, ha partecipato a un incontro in prefettura a Modena: nonostante il tentativo di risoluzione prospettato dal prefetto sulla clausola sociale, l'azienda, le cooperative e Confindustria Modena hanno ribadito la contrarietà alle richieste avanzate dalla Cgil per conto dei lavoratori. Era il quinto incontro nel palazzo del governo da quando la vertenza si è inasprita, oltre ai due presso Confindustria.
Sulla situazione del distretto delle carni ieri è intervenuto il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi: «L'importante distretto della lavorazione delle carni, che ha il maggior numero di aziende a Castelnuovo - ha detto Bruzzi - è da tempo all'attenzione di molti media. L'utilizzo dell'appalto ha generato condizioni non sempre rispettose dei contratti collettivi nazionali e dei diritti di chi opera attraverso questi affidamenti. In alcuni casi l'utilizzo spregiudicato della forma "cooperativa" ha generato condizioni di lavoro inaccettabili. Ma la situazione è molto diversa da impresa ed impresa, a seconda anche del tipo di lavorazione. L'amministrazione comunale, pur non avendo poteri su molte delle questioni sul tappeto, ha lavorato concretamente e continuerà a farlo per favorire il rispetto dei diritti e positive relazioni industriali e sindacali. La creazione di un tavolo istituzionale, come proposto dal presidente della Provincia, che veda coinvolti i rappresentanti delle imprese, dei lavoratori e delle istituzioni, è la strada giusta per cercare soluzioni e per questo porteremo il nostro contributo».
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