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I dati positivi di Bper: utile a 220 milioni dividendo a 0,1 euro

I dati positivi di Bper: utile a 220 milioni dividendo a 0,1 euro

Numeri in crescita mentre sono in calo i crediti deteriorati L’Ad Vandelli spiega perché i fondamentali si rafforzano

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Ieri il Cda di Bper Banca ha approvato il resoconto dell’esercizio 2015 al 31 dicembre presentando dati positivi e ora sarà interessante verificare quale reazioni potranno determinare sui mercati, visto che anche ieri a Piazza Affari il titolo della banca modenese ha perduto notevolmente.

Banca Popolare dell'Emilia Romagna ha chiuso il 2015 con un utile netto di 219,2 milioni contro i 29,8 milioni del 2014. Il margine di intermediazione è salito del 6,8% a 2,3 miliardi, con margine di interesse a 1,2 miliardi (-5%) e commissioni nette a 726,7 milioni (+5,2%). In crescita del 9,2% a 1,4 miliardi gli oneri operativi. Crediti deteriorati netti in calo del 3,6% rispetto a settembre 2015 e del 2,6% da fine 2014.

Numeri importanti riguardano le rettifiche su crediti: -13,2% a 705,8 milioni per un costo del credito in calo a 162 punti base dai 185 del 2014. Quanto alla solidità patrimoniale, il common equity tier 1 è all'11,54% e all'11,21%. Il Cda proporrà la distribuzione di un dividendo da 0,1 euro, rispetto agli 0,02 euro dell’anno scorso.

«Sono estremamente soddisfatto del risultato - ha detto l’Ad Alessandro Vandelli - che vede l'utile raggiungere i 220 milioni di euro, ancorché influenzato da rilevanti proventi e oneri straordinari; l’utile registra un forte incremento rispetto allo scorso anno. Alla luce di questo positivo risultato economico, dell'ottima solidità patrimoniale e della fiducia nelle prospettive di crescita del Gruppo, il Consiglio ha approvato la distribuzione di un dividendo di 10 centesimi di euro per azione con l'intento di confermare a soci e azionisti il ritorno a una crescente remunerazione del capitale. A rafforzare i fondamentali contribuisce il miglioramento della qualità del credito, con tre aspetti da evidenziare: il primo è la sensibile diminuzione dei flussi in ingresso a crediti dubbi registrato nel 2015 rispetto all'anno precedente; il secondo è l’incremento del livello delle coperture sui crediti deteriorati passato dal 40,7% di fine 2014 a oltre il 44%, una delle percentuali più elevate tra i diretti competitors; infine, particolare rilevanza assume il calo dei crediti deteriorati netti, importante segnale d'inversione di tendenza dall'inizio della crisi. Segnali confortanti anche dalla attività di finanziamento alla clientela che evidenzia finalmente una crescita dello stock lordo dello 0,7% per la prima volta dopo circa due anni di cali consecutivi».

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