Le Tucane, il grande ritorno da Marte
L’ironia nella musica di un gruppo femminile modenese che si rimette in gioco
MODENA. Sono variopinte, colori e look spinti all’eccesso, ma non facciamoci ingannare dal nome: Le Tucane. Il nasuto ed eccentrico volatile esotico non ci azzecca nulla. Il colpevole, il vero colpevole, è il Tuca Tuca, il balletto sensuale a due inventato da Raffaella Carrà negli anni 80, una genialata, per quell’epoca, della vulcanica show girl romagnola che lo presentò assieme al ballerino Enzo Paolo Turchi. Un tocco sulla fronte, poi sulla spalla, poi sull’anca fino alle ginocchia con movenze sexy da far preoccupare tutta la conferenza episcopale di allora.
E il Tuca Tuca, proprio per quel suo aspetto un po’ dissacratorio (oggi sarebbe una sciocchezza che non preoccuperebbe nemmeno don Matteo), ha ispirato alcune ragazze di Modena decise a proporre, a modo loro, un genere ironico ispirato ad alcuni cult della musica, chiamamola trash, anni ottanta. Come Comprami di Viola Valentino, Sono Una Donna Non Sono Una Santa di Rosanna Fratello. Pezzi che si prestavano perfettamente alla sottile e arguta ironia di Laura (cantante), Lara (basso), Limo (chitarra), Giuly (tastiere), Giulia (batteria) e Anna (fiati). Che sul palco spaccavano non solo per la novità del genere proposto, ma anche per il loro background culturale e la qualità di esecuzione. Ora tornano e tornano da Marte con il nuovo lavoro Tucana’s From Mars in uscita e pronto ad essere presentato in tour. Ma a breve saranno loro a presentarci il grande ritorno.
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