Gazzetta di Modena

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Mantas, pendolare della rapina violenta

di Carlo Gregori
Mantas, pendolare della rapina violenta

Così il 36enne lituano arrestato a Trieste è stato associato all’aggressione del gioielliere modenese Renzo Montecchi

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Mantas Lukauskas, 36 anni, lituano. È il “protagonista” del colpo alla gioielleria di Renzo Montecchi in via Selmi. Un anonimo europeo dell’Est arrivato in aereo il giorno stesso del colpo che si trova a passeggiare alle 10.45 del 4 novembre nel centro di una città a lui sconosciuta. È lui, nei video esterni in strada, che si accorda con un altro e, dopo una breve discussione, suonano il campanello ed entrano nella gioielleria “Desir”. Lukauskas resta defilato dietro il complice che parla con il gioielliere. Ma nel video interno al negozio si vede mentre si avvicina e spruzza lo spray urticante agli occhi di Montecchi. Un’aggressione che lo tramortisce prima di cadere a terra ed essere selvaggiamente pestato e legato con le fascette ai polsi. Ed è sempre Lukauskas che esce dal’inquadratura, torna con i guanti, apre la vetrinetta del mobile antico e estrae gli orologi Audemars Piguet, Cartier e Rolex (anche in riparazione) che, infilati nello zaino del complice, spariranno subito dopo il colpo. Lukaukas lo rivediamo poco dopo alla stazione dei treni mentre si avvia la bianario per prendere un treno per Parma e poi sparire nel nulla. Lo stesso volto - immediatamente riconosciuto da Montecchi appena gli investigatori glielo hanno mostrato - è ricomparso il 3 febbraio davanti a una gioielleria a Trieste, “Le Montre”, con un altro complice diverso da quello di Modena e un “palo” in auto. Proprio per questo Lukaukas è rimasto incastrato. E appena la Squadra mobile di Trieste ha inviato a quella di Modena le foto dei tre, come Modena aveva chiesto, l’identificazione è stata così evidente che il pm Marco Imperato ha emesso un fermo di indiziato di delitto che ha permesso di mettere in cella il lituano in concomitanza con l’arresto a Trieste per la tentata rapina in gioielleria, bloccata un attimo prima che avvenisse.

Si può dire che questa difficile indagine è stata un successo importante della Squadra Mobile di Modena. Gli investigatori coordinati dal dottor Enrico Tassi hanno messo insieme i pochi tasselli che avevano su un duo di delinquenti esteri e di provenienza sconosciuta che, grazie alla scoperta di un colpo analogo accaduto tempo fa a Trento, ha permesso di tracciare un cerchio intorno a quei rapinatori ben addestrati, militarizzati, efficenti e soprattutto misteriosi che assaltano solo gioiellerie.

A tradire la banda e soprattutto l’uomo in comune - Mantas Lukauskas - è stata la sua metodicità. Anche a Trieste - dopo che la Mobile è intervenuta perché il gioielliere aveva avuto sospetti sulla visita dei finti clienti preparatoria al colpo - i tre arrestati avevano spray urticante, fascette, guanti e cellulari con utenze lituane (quindi non intercettabili facilmente). Gli altri tasselli decisisi sono state appunto le immagini di Lukauskas in stazione a Modena e poi in un negozio a Parma.

E il complice? Dalle immagini si vede che, terminato il colpo, i due escono in via Selmi: Lukauskas va verso il Mercato e il complice verso il parco. Forse con loro c’era anche un palo che ha preso in carico lo zainetto, come è solita fare la banda. Il complice per ora non ha un nome, ma è atteso al varco: più la polizia verrà a sapere di questa banda e più la sua identità diventerà visibile.

Ora che il gip del Tribunale di Trieste ha convalidato i tre arresti per la tentata rapina, Lukauskas, colpito anche dal mandato del pm di Modena, è doppiamente sotto chiave in cella. Per ora non parla, ma le indagini continuano perché stanno portando a galla una realtà impressionante: una banda di rapinatori di gioielli tutta lituana che opera sul territorio europeo con una collaudata tecnica “mordi e fuggi”.

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