Modena. caso Marzaglia: gli anarchici di Libera da imputati a parte civile
Prescrizione in arrivo per 4 attivisti del circolo anarchico Libera per le violenze contro la polizia durante lo sgombero dalla casa del Comune a Marzaglia nell'agosto 2008. Ora gli anarchici si sono costituiti contro il Comune nel coordinamento dei gruppi ambientalisti al processo contro la costruzione dell'autodromo autorizzata da due dirigenti del Settore urbanistico: prima udienza giovedì 18 febbraio
MODENA. Caso Marzaglia: se in maggio saranno prescritti i reati contro gli anarchici di Libera per gli scontri con la polizia durante lo sgombero del 2008, ora arriva un colpo di scena: da imputati diventeranno vittime. La prossima settimana, alla prima udienza del processo contro i dirigenti del Comune che autorizzarono la pista prove poi diventata autodromo (il progetto che portò proprio al loro sgombero), gli anarchici di Libera saranno parte civile costituita insieme con altre associazioni ambientali e paesistiche.
IMPUTATI PER VIOLENZE ALLA POLIZIA. Ieri doveva arrivare la sentenza dopo l’ultimo rinvio, Corso Canalgrande era blindato di agenti del Reparto Mobile e della Digos e gli anarchici di Libera avevano già steso il loro striscione sul portico di fronte al Tribunale, quando intorno alle 13.30 si è saputo di un ulteriore rinvio disposto dal giudice.
Un rinvio utile a Libera: farà scattare la prescrizione per i quattro attivisti dello storico circolo anarchico modenese imputato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, assistiti dall’avvocato Fausto Gianelli. Il giudice ha infatti fissato per il 12 maggio un’altra udienza. A quel punto sarà terminato il periodo di legge per questi reati e i quattro potranno godere della sentenza di prescrizione.
I fatti risalgono all’agosto 2008, quando dopo otto anni di occupazione, la polizia si è presentata per esercitare i diritti della proprietà, il Comune di Modena, sul gruppo di anarchici che si dedicavano a coltivazioni bio e a concerti ma che da tempo erano ai ferri corti con la Giunta Pighi in quanto ostili al progetto voluto dall’allora assessore Daniele Sitta di creare quella che lui stesso chiamava una “pista prove” e che invece sarebbe diventato un autodromo.
Quel giorno il dirigente della Squadra volante della polizia Michele Morra trattò con alcuni anarchici sul tetto cercando di convincerli a scendere. Poi, ore dopo, la tensione precipitò in scontri e lo stesso Morra venne ferito con un collega, il questore vicario Michele Todisco. Anche un anarchico riportò ferite. Seguirono le indagini della Digos.
PARTE CIVILE CONTRO IL COMUNE. Ora che la vicenda processuale contro Libera si è esaurita per limiti di tempo in scadenza, gli anarchici si preparano alla loro rivincita. Giovedì 18 febbraio, in occasione della prima udienza del processo sull' "affare autodromo di Marzaglia" - il reato contestato è di lottizzazione abusiva - compariranno in veste di parte civile nel coordinamento delle associazioni per la “Difesa del bosco di Marzaglia” (Wwf, Legambiente e altre) e Italia Nostra. Imputati questa volta saranno i dirigenti dell’Urbanistica Giovanni Villanti e Marco Stancari con il progettista della Vintage Spa Giovanni Gervasi. Libera ha sempre contrastato il progetto autodromo anche con manifestazioni "accese" e per molti discutibili contrro i progetti del Comune al tempo di Sitta che loro definivano "tumor valley"...
