Morta nel letto: non è omicidio
Vignola. L’autopsia ha escluso violenze sul corpo. Si attendono i test tossicologici
VIGNOLA. Gli esami autoptici effettuati sul corpo di Marcela Chaparro hanno confermato la prima ipotesi dei carabinieri di Vignola: la donna non è stata uccisa. Nel corso degli accertamenti effettuati presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Modena, infatti, non sono stati trovati segni che potrebbero far pensare ad una morte violenta. Escluso anche il decesso per inalazione di monossido di carbonio. Le analisi mediche hanno, poi, evidenziato come tutti gli organi interni fossero in condizioni sane, così come non ci fossero segni di malattie virali o infezioni.
Le analisi che potrebbero fugare ogni dubbio sono quelle tossicologiche, ma per gli esiti si dovranno attendere 60 giorni. Si cercherà di stabilire se nel corpo della 32enne colombiana vi sia la presenza di molecole riconducibili alla somministrazione di sostanze stupefacenti. Sarà quindi effettuato uno screening specifico, oltre all’esame del capello che, nel caso specifico di Marcela Chaparro, potrà addirittura ricostruire la storia tossicologica della donna degli ultimi mesi. La 32enne, infatti, aveva lunghi capelli, dunque una sorta di testimonianza degli ultimi mesi che verrà svelata dagli esami. Le sostanze stupefacenti, infatti, si depositano nel capello umano e per i medici legali sono una importante fonte per capire se la vittima facesse uso o meno di stupefacenti, oppure se si sia trattato di un suicidio.
Resta, quindi, ancora da stabilire la data del funerale della colombiana che era stata trovata nuda nel suo appartamento di Vignola martedì, dopo che per alcuni giorni il suo ex ragazzo non aveva più avuto sue notizie (la loro storia era finita da diverso tempo). Ed era stato proprio lui ad avvisare i carabinieri per controllare l’appartamento di via Caselline, dove i militari hanno fatto la triste scoperta.
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