Piovono veleni sul nuovo patto per il progetto S. Agostino
Proseguono le prese di posizione sul tema del progetto S. Agostino, dopo la bocciatura del Tar ,e l'annuncio di una variante urbanistica per restaurare l'antico complesso. «Vengono buttati via...
Proseguono le prese di posizione sul tema del progetto S. Agostino, dopo la bocciatura del Tar ,e l'annuncio di una variante urbanistica per restaurare l'antico complesso.
«Vengono buttati via milioni di euro - attacca Antonio Montanini, consigliere comunale di CambiaModena - per costruire un cimitero di libri, finita la scorpacciata di soldi del business edilizio. Il sindaco Muzzarelli è completamente indifferente alle tante proposte di revisione del progetto e questo è un atteggiamento che non solo pretende di piegare la legge ai propri interessi, ma continua ottusamente a promuovere qualcosa di vecchio. Ha ragione Italia Nostra: il complesso di sant'Agostino è una struttura di interesse riconosciuto e si possono operare solo interventi di restauro e risanamento».
Contrari a questo progetto anche gli Amici del sant'Agostino (comprende esponenti di Italia Nostra e anche del Pd) e il Movimento 5stelle. «L’accordo procedimentale firmato da Ministero, Fondazione e Comune - spiega una nota degli Amici - ripresenta senza nessuna vera modifica il progetto del S.Agostino, già bocciato a novembre dalla sentenza del Tar. Si continua quindi a sostenere con caparbietà idee vecchie e superate, che ci allontanano dalle migliori esperienze italiane ed europee di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, con un ingente spreco di risorse pubbliche, che distruggono la funzione e la corretta fruizione del patrimonio bibliografico di una delle più importanti biblioteche storiche italiane come l'Estense. Ancora non si comprende quale sarà l'impegno finanziario per un programma di digitalizzazione del patrimonio e manca inoltre una visione della cultura». Il M5S spiega che per l'ex Sant’Agostino a variare saranno le norme, non il progetto di recupero che rimane tale e quale al precedente. «Comune e Fondazione Modena ammettono indirettamente che il precedente iter non era corretto, avvalorando l'esposto da noi. Inoltre Comune e Fondazione stanno facendo le cose senza usare i classici procedimenti di partecipazione democratica nelle sedi opportune, come il Consiglio comunale, dove il M5S invita il sindaco a riferire. Come fanno i consiglieri del Pd a tacere su questo scempio?. Il recupero dell'ex complesso ospedaliero è un'operazione edilizia camuffata da riqualificazione culturale a cui manca il progetto di lungo termine: Muzzarelli pertanto non vada in giro a vendere ai quattro venti una riqualificazione che nulla ha a che vedere con il patrimonio culturale, librario e museale cittadino». (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google