Quei rapporti consolidati tra Bargiacchi e la criminalità
Debiti mai saldati, soldi mai riconsegnati e l’interessamento di una consorteria di “esattori fiscali” violenti e minacciosi. Sono gli ingredienti dell’inchiesta, conclusa con otto arresti dai parte...
Debiti mai saldati, soldi mai riconsegnati e l’interessamento di una consorteria di “esattori fiscali” violenti e minacciosi. Sono gli ingredienti dell’inchiesta, conclusa con otto arresti dai parte dei carabinieri, e che vede coinvolti l’imprenditore Stefano Bargiacchi e l’uomo di strada, Aldo Griffo. Dell’indagine vi abbiamo dato conto ieri, ma vi sono elementi inquietanti che disegnano una vicenda non ancora conclusa.
Bargiacchi, infatti, stando alle carte dell’accusa, gioca su due tavoli: c’è quello dell’imprenditore di successo attraverso la sua “Energea”, che presta 160mila euro ad un amico (colui che ha denunciato all’Arma l’estorsione) e quello che dice di essere vittima di una banda molto più cattiva, ossia quella capeggiata da Claudio Citro e che arruola anche Aldo Griffo. «Le somme che mi aveva dato - racconta l’imprenditore taglieggiato al magistrato - non erano provenienti dai suoi soldi per intero, dal momento che 80mila euro li aveva ricevuti in prestito da soggetti di Reggio e ai quali stava pagando interessi pari al 5% settimanali».
Allo stesso tempo, però, gli inquirenti parlano di rapporti consolidati tra Bargiacchi - che ha un contro in Svizzera sul quale fa girare i fondi neri creati grazie a fatture inesistenti con la vittima dell’estorsione - e Citro. Lo raccontano le telefonate intercettate in cui i due sodali si confrontano. C’è da aggiungere che dopo alcune perquisizioni, tra cui quella nello studio un commercialista carpigiano, gli accusati usano particolari attenzioni nelle conversazioni. Eppure il giudice per le indagini preliminari sancisce che “si sono verificati altri fatti simili, altre occasioni in cui Bargiacchi si è avvalso di Citro e dei suoi uomini per riscossione crediti. Peraltro già il fatto che Barghiacchi abbia potuto conferire l’incarico a Citro consente di capire come sia in contatto con ambienti di levatura criminale”. Ambienti in cui, ad un certo punto, si arriva anche ad una competizione tra sodali visto che alcuni “soci” di Citro si propongono a Bargiacchi per recuperare i crediti che tardavano a rientrare. Andrea Davoli, infatti, si propone all’imprenditore dicendo di “essere in condizione di metterlo (la vittima dell’estorsione) con la testa nella vasca del biogas”.
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