Arrestato e liberato fa una rapina tenendo una 91enne in ostaggio
Le indagini choccanti dei carabinieri sull’assalto fallito alla gioielleria Moscardini con i coltelli Uno dei due banditi era stato scarcerato appena un mese fa dopo un furto al Famila di Fiorano
Una telefonata provvidenziale quella eseguita da un testimone diretto della rapina alla gioielleria Moscardini di via Rometta. Una telefonata che ha permesso ai carabinieri di Sassuolo di intervenire in pochi istanti e bloccare i due banditi che stavano minacciando una 91enne mentre razziavano il negozio di oro e gioielli. Una telefonata che dimostra quanto sia fondamentale la celerità con cui si avvisano le forze dell’ordine in presenza di episodi criminali (o anche soltanto sospetti) di cui si è testimoni. E così l’Arma ha potuto eseguire due arresti in flagranza, evitando un colpo che avrebbe avuto ripercussioni economiche - oltre a quelle psicologiche che sta vivendo l’anziana vittima - imponenti se si considera come i due balordi avessero già fatto man bassa di ogni valore, compresi alcuni sacchettini vuoti dove solitamente vengono confezionati gioielli, orologi e bigiotteria da consegnare ai clienti.
A distanza di 24 ore i carabinieri hanno potuto così chiudere le pratiche del colpo avvenuto giovedì, poco prima dell’ora di pranzo.
In manette sono finiti l’operaio 25enne Raffaele Ferrante e il complice, Ciprian Stepko, 28 anni. Quest’ultimo ha già avuto a che fare con la legge. Era infatti il 5 gennaio quando i carabinieri di Fiorano lo arrestarono, insieme ad un complice, per un tentato furto al supermercato Famila. Anche in quell’occasione fu decisiva la chiamata al 112 da parte di una testimone che aveva notato i due balordi tentare di introdursi nel market. Il giudice del tribunale di Modena, visto che l’accusa era “solo” di tentato furto, fu clemente: Ciprian venne rimesso subito in libertà in attesa del processo. A distanza di un mese è però tornato protagonista di episodio criminale di più alto spessore.
Con Ferrante, infatti, il rumeno è entrato nella gioielleria. Erano pronti a tutto come del resto dimostrano i due coltelli che i carabinieri hanno trovato loro addosso. I rapinatori non hanno comunque avuto comunque bisogno della forza: quando sono entrati nel negozio - notati da un testimone - si sono trovati di fronte ad un’inerme anziana. Ci hanno messo poco ad intimorirla e mentre uno di loro la teneva sotto controllo, l’altro provvedeva a razziare tutto quanto gli capitava sotto mano. Non sono però riusciti a completare il colpo proprio grazie all’intervento dei militari. Li hanno notati dalla vetrina e hanno subito capito di essere in trappola. I balordi, infatti, non hanno neppure tentato un disperato tentativo di allontanarsi e non si sono azzardati ad inscenare il rapimento della 91enne, madre del titolare per usarla come ostaggio e coprirsi la fuga. I carabinieri non ci hanno invece pensato troppo: sono entrati nella gioielleria disarmando i banditi che ora si trovano in carcere a Modena.
Francesco Dondi
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