Fidanzata lo lascia, lui minaccia attentati dell’Isis in Sicilia
Prignano. Si vendica per la fine della storia nata su internet e semina il panico usando le utenze telefoniche degli amici
PRIGNANO. Denunciato per aver inneggiato allo stato islamico e annunciato attentati terroristici alla Questura di Ragusa, alcune scuole di Modica - sempre in Sicilia - due ospedali di Palermo ed una sala convegni di Rimini. È il folle piano messo in atto da un ragazzino di Prignano, che per mesi ha tenuto in allerta la polizia siciliana e i servizi di intelligence. Alla base di tutto c’è una grande delusione d’amore per una storia virtuale interrotta, dopo tre anni, con una minorenne di Modica. I due si frequentavano attraverso i social network, avevano raggiunto un livello d’intesa che li aveva anche portati a scambiarsi, sempre tramite web, alcune foto piuttosto spinte. Ma di fronte all’insistenza del giovane modenese di avere scatti ancora più osé, lei aveva deciso di troncare ogni tipo di contatto.
Ma l’innamorato abbandonato non ha desistito e anzi è passato alle minacce: imputava ad alcuni amici della studentessa l’essersi intromessi nella loro storia. Dovevano pagarla. Ed ecco l’insensato gesto: ha contattato l’ex fidanzata e si è fatto consegnare i contatti telefonici delle future vittime. Lei è stata costretta ad accondiscendere alla richiesta, troppa la paura di vedere le sue foto in abiti succinti diffusi attraverso i social network di cui il giovane è assiduo frequentatore e sui quali è anche gestore di svariati profili facebook contenenti numerose immagini di uomini armati.
Una volta ottenute le utenze telefoniche ha dimostrato di essere un mago del web. Attraverso un semplice, ma piuttosto sconosciuto programma per pc ha iniziato a perseguitare Questura di Ragusa, scuole e ospedali. La Digos di Ragusa, in collaborazione con la polizia postale della città siciliana, non hanno rubricato i contatti come gesti di un mitomane, ma hanno voluto andare in fondo alla vicenda, scoprendo il complesso sistema utilizzato dal ragazzino. Attraverso quel programma per computer era infatti in grado di inviare sms il cui mittente risultava essere - ovviamente a sua insaputa - uno degli amici dell’ex fidanzata. La stessa cosa avveniva con le telefonate inneggianti all’Isis e che annunciavano imminenti attacchi terroristici: la voce era camuffata, talvolta era quella di una donna ed era di fatto impossibile risalire al reale numero di telefono da cui partivano gli allarmi.
Sono serviti mesi di controlli incrociati per dare un nome a quel fantasma che aveva tenuto in scacco i poliziotti. Ma una volta identificato è scattata anche la perquisizione domiciliare a Prignano. Nella sua casa gli investigatori hanno trovato, oltre al computer utilizzato per organizzare il diabolico piano e il programma speciale per camuffare mittenti e voci, anche copia di un articolo di un quotidiano locale relativo alla denuncia di un uomo che inneggiava alla jihad, varie armi giocattolo, un coltello a farfalla e un Taser, un dispositivo elettrico di difesa. Il giovane è stato finora denunciato per procurato allarme, ma le indagini continueranno per verificare se vi siano altri reati contestabili.
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