«Genitori, basta con le offese agli arbitri»
Riuscitissima la serata proposta dall’associazione culturale Toniolo, che ha portato allo Sporting club per parlare di educazione ed etica nella sport l’allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco...
Riuscitissima la serata proposta dall’associazione culturale Toniolo, che ha portato allo Sporting club per parlare di educazione ed etica nella sport l’allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco ed il frate più conosciuto sul territorio, padre Sebastiano Bernardini. La sala ha visto la presenza di oltre 130 persone, alcune delle quali impegnate direttamente nell’educazione dei bambini e ragazzi come allenatori. La conduzione di Luca Cuoghi della “Toniolo” ha visto una serie di domande alle quali i due ospiti hanno dato le proprie risposte. «L’educazione dei ragazzi – ha detto tra l’altro padre Sebastiano – mi ha visto in prima linea a Sassuolo diversi decenni fa, quando subentrai al fondatore del ricreatorio San Francesco padre Alfonso Panciroli con padre Evaristo Lanzi (ricreatorio nato inizialmente a “Villa Segrè”). Erano anni diversi, è vero, ma la nostra educazione era soprattutto impostata su fiducia e rigore. Più di una volta ho avuto scontri con qualche giovane, soprattutto quando facevo notare che la bestemmia era in ogni caso disdicevole, ma ne sono sempre uscito vincitore, per il bene dei diretti interessati». L’educazione e la collaborazione di tutti hanno fatto crescere migliaia di giovani, diventati adulti, che hanno scritto la storia della nostra città. «L’educazione giusta che arriva dai genitori e da chi educa in un campo di calcio – ha aggiunto Di Francesco – è quella che poi rimane per sempre. Ricordo la prima punizione di mio padre, ristoratore, che mi faceva fare per 8 ore il cameriere nel suo ristorante. Oggi l’educazione nei campi di calcio deve partire da lontano, dalle famiglie e dagli allenatori e, perché no, dalle scuole. Ai ragazzi serve far capire che il comportamento, l’etica, la correttezza, vengono prima della tecnica, anche se sono convinto che abbinare le due cose è sempre il massimo. I genitori poi, oggi piuttosto che incitare i propri figli, pensano ad offendere l'arbitro e gli avversari, anche se si tratta di ragazzi dell'età dei propri figli. Per questo al Sassuolo calcio abbiamo sposato il progetto “La Giovine Italia”, dove gli allenatori, la domenica lasciano il campo e vanno in tribuna con i genitori».
Alfonso Scibona
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