Le associazioni preoccupate: «Urge un tavolo di confronto»
Un tavolo di confronto per combattere (anche) il vandalismo. È la proposta lanciata da due rappresentanti modenesi di Confcommercio e Confesercenti. Massimo Malpighi e Fulgenzio Brevini garantiscono...
Un tavolo di confronto per combattere (anche) il vandalismo. È la proposta lanciata da due rappresentanti modenesi di Confcommercio e Confesercenti. Massimo Malpighi e Fulgenzio Brevini garantiscono di conoscere il fenomeno delle bande giovanili che sta creando problemi in centro. «Lo segnalammo già due o tre anni fa - esordisce Brevini - anche se negli ultimi tempi le dimensioni sono cresciute e ora gli atti vandalici riguardano tutto il centro storico». «Da molto tempo sottolineiamo che nel territorio legato al centro - riprende Malpighi - si riscontra degrado urbano e problemi di sicurezza che allarmano commercianti e imprenditori». Una ricerca Confesercenti (relativa al quadriennio 2011-14) mostrava che i commercianti temono gli atti vandalici quasi alla stregua di episodi più gravi. In termini numerici, il 29% ha paura di subire un episodio di vandalismo, il 33% rapine a mano armata e il 36% truffe. Inavvicinabile, almeno per ora, il timore verso i furti (55%). Gli intervistati condividono un altro punto: la certezza della pena. In assenza del “chi sbaglia, paga” manca un deterrente fondamentale. Per loro c’è alle spalle un problema di educazione rispetto a giovani che rubano nei negozi, danneggiano vetrine, colpiscono commessi. «È riduttivo dire che si tratti di mascalzonate - assicura Malpighi, presidente cittadino di Confcommercio - perché c’è paura e serve un presidio del territorio». «Invitiamo i nostri associati a segnalare gli episodi alle forze dell’ordine - ribatte Brevini, direttore delle politiche sindacali di Confesercenti Modena - ma c’è un tema specifico che riguarda lo Stato, la magistratura, l’applicazione della legge. Anche i nostri parlamentari possono dare un contributo». Alcuni commercianti di piazza Mazzini, via Taglio e dintorni hanno già lanciato una petizione da presentare a Gian Carlo Muzzarelli. «Non puntiamo il dito contro il sindaco - replica Malpighi - perché sta cercando di parlare alla comunità, si rende conto che il problema c’è. Mi auguro che dia il giusto peso alla problematica. Da anni Rete Imprese Italia ha sottolineato l’importanza di sedersi attorno al tavolo. Lo abbiamo fatto con il turismo, possiamo farlo anche su questo tema». Il direttore Confesercenti chiede maggiore durezza contro chi danneggia il patrimonio pubblico. Le misure possono riguardare sia il verde inteso in senso tradizionale sia, in senso più lato, le vetrine dei negozi. «Il sindaco può fare un’ordinanza per sanzionare chi sbaglia - conclude Brevini - ma per eventuali lavori socialmente utile risarcitori ci sono profili legali d’approfondire. Il sindaco può organizzare un tavolo con le famiglie, le associazioni, la magistratura, la prefettura, i parlamentari modenesi per individuare i percorsi da sviluppare insieme».
Gabriele Farina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google