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Precari, concorsi a ostacoli per chi insegna già da anni

Precari, concorsi a ostacoli per chi insegna già da anni

Presidio di cinque sindacati davanti alla Prefettura e lettera per il governo «Nei test anche risposte obbligatoriamente in inglese sulle proprie materie»

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Un concorso a ostacoli che si aggiunge ad anni di insegnamento magari per molti anni e con divieti a scacchiera.

Per i docenti precari gli esami non finiscono mai. A dispetto delle promesse dell’ennesima riforma scolastica, come le altre propagandata come migliore delle precedenti, i sindacdati confederali, lo Snals e Gilda puntano il dito contro le incongruenze dell’ultimo bando di concorso. E ieri un presidio sui criteri giudicati “inaccettabili” della nuova selezione è stato effettuato davanti alla Prefettura. Destinatario della lettera che i cinque sindacati hanno consegnato al rappresentante del Governo è proprio Renzi e lo staff che guida il Ministero dell’Istruzione a cui sono stati elencati i buchi organizzativi del bando.

A Modena con 93 istituti scolastici nessuno ha i numeri esatti sulla consistenza dei precari. Le stime oscillano tra i mille e duemila, contando anche coloro che restano tagliati fuori da un incarico ufficiale anche se quelli che sono in attesa nella roulette delle nomine, con annesse chiamate dei singoli istituti, vengono stimati attorno ai 600-800.

I dati pare che siano in possesso solo del Ministero a Roma anche perchè i docenti hanno facoltà di iscriversi a più di un istituto per chiedere il lavoro. Ma non è tutto: anche i pagamenti degli arretrati continuano ad arrivare a singhiozzo, con mesi di ritardo, a pezzi e bocconi tra acconti e conguagli.

«Il ministero non vuole neanche discutere i criteri adottati sui bandi - spiega Mara mellace della Flc Cgil - I docenti precari hanno effettuato molto speso anche corsi di abilitazione costosi e pagati a loro spese, si sono spostati in giro per l’Italia per racimolare punti con il miraggio di un contratto a tempo determinato. E ora? Un nuovo cervellotico concorso per dire a chi ha insegnato per anni che potrà continuare a fare l’insegnante».

«Ci sono molte, troppe cose che non quadrano in quel concorso - attacca Monica Barbolini (Cisl Scuola) - A parte l’impianto generale, che è quello di far fare sempre nuove prove a chi finora ne ha fatte tante, ci sono meccanismi al limite della legittimità. Un esempio? Eccolo. A tutti gli insegnanti verranno poste nelle prove delle domande sulla loro materia d’insegnamento che dovranno obbligatoriamente avere una risposta scritta dal docente in lingua inglese. E se non l’ha studiato perchè ha fatto, poniamo, tedesco o francese?»

Ciliegina sulla torta i guai degli insegnanti delle scuole d’infanzia: per loro niente concorso e niente posto anche se hanno già vinto altri concorsi. Per Renzi non ce n’è bisogno. Nel bando non sono previsti.

Saverio Cioce

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