Pulizie negli ospedali Alla Dussmann licenziamenti pronti
L’azienda bergamasca, di fronte ai tagli dell’Ausl, riduce subito gli occupati da Carpi a Pavullo. Stato di agitazione
Stato di agitazione per i possibili licenziamenti in arrivo nei sei ospedali e strutture sanitarie pubbliche di Modena e provincia.
La denuncia arriva dalle stesse organizzazioni sindacali che in queste settimane stanno affrontando la situazione degli addetti alle pulizie che dipendono formalmente da un’impresa bergamasca che aveva vinto la gara.
«La situazione dell'appalto di pulizie - scrivono Filcams e Fisascat - è gravissima negli ospedali di Carpi, Mirandola, Vignola, Castelfranco e Pavullo e nei poliambulatori dell'Ausl di Modena. Tutto è gestito dalla Dussmann Service di Bergamo che minaccia il licenziamento di 46 lavoratori full time-equivalenti, che in presenza di molti part-time si potrebbe tradurre in oltre 70 esuberi su 204 impiegati nell'appalto in tutti i siti della provincia.
Si è infatti rotto oggi il tavolo aperto nell'ambito della procedura di mobilità aperta per 46 full time-equivalenti comunicata ai sindacati dall'azienda a inizio gennaio, a fronte dell'impossibilità di raggiungere un accordo».
«La trattativa è fallita di fronte alla totale indisponibilità dell'azienda a cercare soluzioni alternative ai licenziamenti o ai tagli indiscriminati dei contratti dei lavoratori. Infatti davanti alle riduzioni dei servizi contenuti nel nuovo capitolato di appalto lamentati da Dussmann, abbiamo chiesto di valutare soluzioni conservative che attraverso gli ammortizzatori sociali potessero gestire gli eventuali esuberi. E, anche, effettuare le necessarie riorganizzazioni, ma difendendo il salario di lavoratrici e lavoratori che nella maggior parte dei casi non raggiungono i 700 euro mensili».
Di qui lo scontro. «Come non valutare strumenti - aggiungono i sindacati - che, se gestiti con serietà, possono permettere di evitare sia i licenziamenti sia contenere la perdita di salario, e portando immediati risparmi anche all'impresa? Come si può decidere che a pagare la perdita di fatturato dell'azienda debba essere solo chi già oggi difficilmente arriva a fine mese e che negli anni è stato disponibile ad effettuare un forte numero di ore di straordinario e supplementare (pari a circa 30.000 ore nei soli primi 8 mesi del 2015, così come ci è stato comunicato dalla Dussmann?
Chiediamo che il tavolo venga riaperto e ritirati i licenziamenti, affrontando il problema con dati precisi, struttura per struttura, verificando non solo i tagli effettivi, ma tutte le soluzioni organizzative possibili per gestire l'appalto nel tempo. Per questo motivo, visto il muro posto dall'azienda, i sindacati hanno aperto lo stato di agitazione di tutti i lavoratori comunicandolo all'Ausl, alla Commissione di Garanzia e al Prefetto».
Cosa succederà ora? «Metteeremo in campo tutte le iniziative di lotta possibili contro il ricatto occupazionale - concludono i sindacati - I lavoratori e le lavoratrici chiedono ai sindaci e alle giunte comunali d’ intervenire urgentemente a difesa dei diritti e della dignità di chi, ogni giorno, garantisce sale e reparti puliti, igienizzati e sicuri».
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