Sindacalisti contro Richetti: «Venga qui a lavorare 10 ore»
«Quello della Castelfrigo, l’azienda di Castelnuovo specializzata nella lavorazione della carni, è l'ennesimo caso di appalto a cooperative dove le condizioni di lavoro sono indecenti, non vengono...
«Quello della Castelfrigo, l’azienda di Castelnuovo specializzata nella lavorazione della carni, è l'ennesimo caso di appalto a cooperative dove le condizioni di lavoro sono indecenti, non vengono applicati i contratti nazionali di riferimento e nel cambio appalto non è prevista la clausola sociale». Lo denuncia la segretaria nazionale della Filt Cgil Giulia Guida sulla situazione delle cooperative di facchinaggio e logistica, chiedendo «un intervento specifico della politica sul sistema degli appalti nel facchinaggio. Come Filt da anni, insieme alla Cgil nazionale - sottolinea la dirigente sindacale - consideriamo gli appalti come la nuova frontiera per sostenere e difendere il lavoro e chiediamo più trasparenza nel sistema, lo stop alla terziarizzazione e agli appalti al massimo ribasso e affidamenti diretti solo a soggetti seri che riconoscano il lavoro dipendente e applichino condizioni dignitose nello svolgimento delle mansioni richieste. La logistica e il facchinaggio, dove sono impiegati decine di migliaia di lavoratori - conclude - rappresentano un elemento strategico nel sistema produttivo del nostro paese, con riferimento anche alla grande distribuzione, e per questo servono scelte politiche e industriali forti e un impegno concreto e responsabile di tutta la committenza per contrastare la competizione sleale, le cooperative spurie, il lavoro irregolare e la malavita organizzata». Durante l'assemblea dei lavoratori di ieri «è stato preannunciato l'invio alla Castelfrigo e alle cooperative Ilia e Work Service di una petizione - conclude la nota - con la richiesta di allontanare i capi-reparto che utilizzano offese, urla, soprannomi offensivi, allontanamenti punitivi, cambi mansione punitivi».
Sulla vicenda di Castelfrigo si è anche innescata una polemica politica, con interventi di esponenti di Sel e di sindacalisti, dopo le dichiarazioni di Matteo Richetti, deputato del Pd che su questi scioperi aveva sostenuto il diritto potere lavorare da parte di chi non aderisce alla protesta. «Leggiamo con stupore e molta amarezza le dichiarazioni dell'onorevole Richetti - dicono i sindacalisti Giulia Grandi e Marco Bottura - che bolla le mobilitazioni di questi giorni davanti alla Castelfrigo come "scioperi contro chi vuole lavorare", come se le azioni sindacali in atto fossero atti di violenza gratuiti. Vorremmo solo che magicamente il deputato Richetti provasse a lavorare, anche una sola giornata, in una di quelle coop che difende. Che passasse o10 ore continuate a macellare carne, pressato da un "caporale" che ti incita a lavorare di più, che decide se il tuo comportamento (come chiedere di andare in bagno) è stato sufficiente a consentirti di tornare a lavorare il giorno dopo».
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