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Tiro al piattello nella cava, il progetto viene abbattuto

Tiro al piattello nella cava, il progetto viene abbattuto

L’idea, dopo il Tar, subisce una brusca frenata anche in consiglio comunale Catucci (Pd): «Non deve andare avanti». Nizzoli: «C’era un’indicazione precisa»

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Il nuovo tiro al piattello previsto nel piano di ripristino del polo estrattivo 6 lungo il Secchia sembra allontanarsi. L’iter era stato avviato dalla giunta Caselli. Nella zona adibita a cave fino a qualche anno fa, deve ora procedere il ripristino naturalistico, compreso nella fascia del parco fluviale. Poichè la normativa autorizza anche la presenza di modeste strutture di tipo sportivo, il Comune aveva scelto all’epoca il luogo per spostare l’attività del tiro al piattello, che ora si trova sulla sponda del fiume in zona Pista. Iter non solo avviato, ma già passato dal consiglio comunale, che nel 2014 approvò il provvedimento. Poi però dopo pochi mesi arrivarono le elezioni, cambiò l’amministrazione e da allora è tutto fermo.

Il gruppo consiliare dei sassolesi, guidato dall’ex sindaco Caselli, l’altra sera con un ordine del giorno ha richiamato l’amministrazione a “dare impulso al procedimento già avviato”. Ma adesso che le parti si sono invertite, non sembra che l’intenzione di andare avanti della maggioranza di centrosinistra sia altrettanto ferma. L’ordine del giorno ha avuto i voti favorevoli dei soli Sassolesi e di Giorgio Barbieri di Sassuolo 2020. Contraria la maggioranza, astenuti i 5 Stelle.

«Non si può far finta di ignorare il piano - ha detto Camilla Nizzoli dei Sassolesi - perché magari non piace. Il progetto era stato approvato, doveva essere pubblicato per 60 giorni per eventuali osservazioni e poi tornare in consiglio comunale, dove non è più approdato. Se l’amministrazione attuale ha idee e intenzioni diverse, porti il tema in consiglio e le renda pubbliche, è materia del consiglio comunale».

Che l’orientamento della giunta attuale sia contrario del resto è risaputo. Il sindaco Pistoni già in campagna elettorale aveva detto che non riteneva adeguato il luogo per la nuova struttura del tiro al piattello, che avrebbe incluso sei postazioni di tiro, ma anche un punto di ristoro e altro. Anche i residenti all’epoca protestarono e a poco valsero le rassicurazioni del Tiro a volo Valsecchia, la società intenzionata a realizzare l’opera, sul minimo impatto ambientale e acustico.

«Il progetto fu approvato nel semestre bianco - dice Renzo Catucci del Pd - gli ultimi sei mesi di legislatura che dovrebbero essere dedicati all’ordinaria amministrazione e alle emergenze, motivandolo con un carattere di urgenza che non c’era. Ha incontrato le proteste dei cittadini e le valutazioni negative della Provioncia per motivi ecologici. Le strutture sportive previste nei piani di ripristino devono essere di dimensioni ridotte e compatibili. Non riteniamo che l'idea debba andare avanti».

Gabriele Bassanetti

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