Trova le foto in un mercatino e fa rivivere la storia del soldato
Fiorano. Davide Trabucco acquistò una serie di scatti d’epoca e da lì è risalito a Primo Bagni che combattè sulle Alpi, poi in Albania e Grecia e infine morì prigioniero in Russia. Oggi il ricordo
FIORANO. Questa mattina, dopo aver celebrato i caduti dell'eccidio del 15 febbraio 1943, i fioranesi avranno anche l'occasione di scoprire la storia del tutto inedita di un loro concittadino, il soldato Primo Bagni, venuta alla luce per pura casualità, grazie al modenese Davide Trabucco, che la racconterà a Palazzo Astoria verso le 11, dopo le celebrazioni e il saluto del sindaco Tosi. È una vicenda che si conclude tragicamente quella di Primo Bagni, che dal 1939 al 1943 affrontò alcuni dei fronti più difficili della guerra e morì in un campo russo. Sarebbe rimasta ignota se un giorno del novembre 2014 Davide Trabucco non avesse trovato un pacco di foto antiche e ingiallite su una bancarella di un mercatino in periferia.
«Scorrendole – spiega – mi sono reso conto che ritraevano tutte lo stesso soldato. Dietro alcune c'era anche un nome, Bagni Primo». Trabucco, appassionato di cimeli e storie della guerra, comprò quelle foto per pochi euro e incuriosito cominciò la sua ricerca. I risultati saranno ora raccontati ai fioranesi. Primo Bagni, Caporal Maggiore del 2° Reggimento Artiglieria Alpina, nato a Fiorano nel 1915, fu chiamato per la prima volta alle armi nel 1936 e congedato nel 1937. Venne richiamato il il 29 agosto 1939 e partecipò alle operazioni di guerra sul Fronte delle Alpi Occidentali con il 2° Reggimento Artiglieria Alpina gruppo Val Camonica nel giugno 1940. Venne successivamente imbarcato a Brindisi per l'Albania e qui prese parte alle operazioni belliche svoltesi sul fronte Greco-Albanese con il 2° Reggimento gruppo Bergamo. Ritornato in patria nel luglio 1941, partì per la Russia nel luglio del successivo 1942 col 2° Reggimento gruppo Bergamo, facente parte del “Corpo di Spedizione Italiano in Russia” (Csir).
Fu catturato dalle forze russe il 27 gennaio 1943 e internato nel campo 188 di Tambov, dove morì il 22 aprile dello stesso anno e lì trovò sepoltura. Davide Trabucco trovate quelle foto cercò fra i caduti in guerra su internet e scoprì che in effetti i riferimenti del reggimento corrispondevano a quanto riportato sul berretto del soldato ritratto in foto. C'era anche riportato il luogo di decesso: campo 188 Tambov, Russia. Dall'archivio di stato di Modena spuntò il suo foglio matricolare e cominciò così la ricostruzione della vita di questo soldato e dei suoi spostamenti da un fronte di guerra all'altro, portata a termine anche con l'aiuto del Comune di Fiorano, che lo ha assistito nella ricostruzione anagrafica.
«Lui fu uno dei tanti che soffrì le pene del gelo russo – ricorda Trabucco - e che troppo poco oggi vengono ricordati. Mi ritengo onorato di essere stato capace di rimettere insieme i pezzi della sua storia, che altrimenti sarebbe ancora perduta come quella di troppi suoi commilitoni. Spero un giorno di poter portare un fiore sotto la sua croce».
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