Usura, cessione di crediti a un gruppo di campani
Bargiacchi non riusciva a riscuotere i soldi dalla vittima così si è rivolto a loro Interessi fino al 350%. Domani l’interrogatorio di garanzia per il carpigiano
Proseguono gli interrogatori nell’ambito dell’indagine per usura ed estorsione in cui sono coinvolti, a vario titolo, anche un carpigiano, Stefano Bargiacchi, e un residente a Campogalliano, Aldo Griffo. È durato infatti un’ora e mezza ieri a Reggio Emilia l’interrogatorio di garanzia di Aldo Griffo, il 50enne originario di San Cipriano d’Aversa e residente come abbiamo detto a Campogalliano, arrestato su ordinanza del giudice nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo “San Matteo”. Difeso dall’avvocato Federico De Belvis, l’uomo è stato a lungo sentito dal giudice Angela Baraldi rispetto all’accusa di estorsione che lo vede indagato al pari di Claudio e Silvano Citro, Andrea Davoli, Alfonso Febbraio e Stefano Bargiacchi.
Sempre ieri mattina, è stato sentito per oltre un’ora anche Febbraio, originario di Napoli e da qualche tempo di casa a Cesena. Entrambi sono agli arresti domiciliari. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, l’imprenditore vittima di estorsione e usura (reati di cui sono accusati altri due arrestati, Giuseppe Caso e Nicola Errichiello) aveva un debito nei confronti dell’imprenditore di Carpi Stefano Bargiacchi. Il quale, però, non riuscendo a riscuoterlo per le cattive condizioni economiche della vittima, aveva ceduto il credito al gruppo di campani di casa tra Correggio e Reggio Emilia.
Una ricostruzione rispetto alla quale potrà dire qualcosa di utile proprio Bargiacchi, che verrà sentito in interrogatorio di garanzia domani mattina. Dopo di ché la parola passerà al giudice rispetto alle richieste di scarcerazione avanzate dai legali.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tassi d’interesse erano applicati tra il 180% e il 350%, applicati su prestiti stimati in oltre un milione di euro, di cui circa 200.000 documentati dall'inizio dell’indagine. Sono questi i contorni dell’operazione “Don Matteo”, che ha portato all'esecuzione di otto misure cautelari. In carcere, lo ricordiamo, sono finiti Claudio Citro, 33 anni, originario di Salerno, e Giuseppe Caso, 37 anni di Torre Annunziata, nel Napoletano, entrambi di Correggio. Arresti domiciliari, invece, per Stefano Bargiacchi, 43 anni, di Fossoli; Andrea Davoli, 28, reggiano; Nicola Errichiello, 38, nato a Napoli e residente a Correggio; Alfonso Febbraio, 45, di Napoli ma residente a Reggio Emilia e Aldo Griffo, 51 anni. A Bargiacchi vengono contestate anche le false fatturazioni.
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